venerdì 14 novembre 2014

Il principio del valore (nella società e in azienda)

Buongiorno,
il lavore è un bene che in tanti casi può essere semplicemente creato in maniera materiale o economica, mentre in tanti altri casi trascende dalle situazioni puramente pratiche.
Diventa cioè un insieme di caratteristiche, di peculiarità, quasi impossibili da replicare e che rendono ancora l'individuo superiore alla cosa. Se infatti la cosa può essere replicata e ha una struttura ben definibile, non credo l'uomo riuscirà mai a capire nel profondo cosa regola se stesso (qualuno ancora si ostina a voler ridimensionare quello che Dio ha reso eterno, ma questa è un'altra storia...).
 
Capiamo quindi come all'interno di un'unità economica o sociale sia ben difficile eliminare una persona dal lavoro senza andare incontro a conseguenze che sul momento possono anche sembrare trascurabili ("Tutti sono utili ma nessuno è necessario", frase orrenda che ancora qualcuno poco saggiamente proferisce) ma alla lunga sicuramente porteranno a uno scompenso.
A vantaggio degli "eliminatori" dalla sforbiciata facile c'è il fatto che nessuno può dire come sarebbero andate le cose diversamente; ben si può intuire però cosa sarebbe successo se non fossero venute al mondo persone come Archimede, Leonardo, Tesla, Eistain o Fermi ("erano "UTILI" al loro lavoro o "NECESSARIE" per un avanzamento tecnologico nella loro era?").
 
Nell'ottica quindi di preservazione la società e l'azienda non può mermettersi di privare se stessa di individui capaci che non potrebbero in ogni caso essere sostituiti semplicemente da un altra persona formata né tanto meno permettere a chi non è altrettanto competente di rovinarne il lavoro.
La meccanica con cui ciò normalmente accade la chiamo "Teoria delle scale".
 
Immaginiamo di avere i classici soggetti "A" e "B" che si trovano rispettivamente sul gradino 7 e 5. Normalmente in un anno di lavoro la crescita professionale di A lo porta a salire di 2 gradini mentre B di 1 solo.
Ecco che quindi B decide per cinismo di crescere quest'anno cercando di farlo a discapito di A o rovinandone il lavoro o cercando di addossargli le colpe prendendosi le gratitudini. Il suo comportamento porta i frutti sperati e anziché crescere di 1 B riesce a screscere di due gradini contro però una crescita 0 di A, che ovviamente con tutto quello che è successo non è cresciuto professionalmente.
Abbiamo quindi una situazione finale in cui A dal gradino 7 è rimasto nella stessa posizione con un B che ha idealmente raggiunto A con un +2.
 
L'azienda/società ci ha guadagnato? Ovviamente no

domenica 2 novembre 2014

Mia esperienza con il supporto HP

Buongiorno!
 
Oggi ho voluto scrivere un articolo ben documentato sulla mia esperienza con il servizio clienti/post vendita di Hp.
 
Ok nessuno di noi vorrebbe mai usarlo perché avere problemi su un prodotto acquistato è sempre una scocciatura (come direbbe l'uomo qualunque di passaggio con la solita frase mooolto innovativa "I miei soldi erano buoni") ma un'azienda la si valuta sul problema, quando le cose vanno bene sono tutti bravi.
 
Ho sempre avuto stampanti Hp in casa (papà ha ditta e un po' per un motivo, un po' per l'altro, stampanti ne ha provate di tutti i tipi e oramai è anni che in ufficio non usa nient'altro) e la qualità del produttore la conoscevo quando ho deciso di acquistare un notebook di tale marca.
 
Come direbbe un caro amico "Fino a qui, tutto bene tutto bello!" se non fosse che qualche mese dopo l'acquisto per dei test che dovevo fare collego il cavo ethernet alla porta di rete e faccio la macabra scoperta (sì ok, un poco esagerato) mi accorgo che i led non si accendono.
 
Ovviamente ci rimango male (non potevo provarla prima?) perché è la cosa peggiore visto che anche in caso di driver mancanti o problemi software almeno il primo led deve accendersi (il cavo tra l'altro è quello della play3 che funziona benissimo).
 

Dopo varie prove e rimandi vari un mesetto fa mi decido di chiamare l'assistenza e qui vi propongo un riassunto a tappe di ciò che succede:
 
 
L'imballo di Hp per il NoteBook
- Alle 11.53 del lunedí chiamo allo 0238591212 l'assistenza Hp e un operatore gentile mi passa al supporto corretto (la voce guida mi avvisa che risponderanno da Praga); a quel punto un operatore ancora piu gentile da remoto inizia a fare prove sul pc per individuare il problema della scheda LAN e dopo un riavvio con aggiornamento pc mi avvisa che mi richiamerá alle 12.30 (proprio adesso doveva installare 15 aggiornamenti il pc?);
 
- alle 12.27 vengo richiamato dallo stesso operatore che verificato il problema hardware mi spiega come sará gestita la cosa (corriere a loro spese per le spedizioni, 10gg lavorativi il tempo medio di lavorazione) e che il corriere previo appuntamento passerà giá il lunedì;
 
- passa alle 13.30 del lunedi il corriere con gli imballi al cui interno si trova un bell'A4 fronte/retro che spiega cosa mettere e come (corriere TNT);
 
- é passata la settimana della spedizione senza notizie e oggi che é il giovedí della successiva alle 14 ricevo dal corriere tnt il pacco contenente il mio pc.
 
Lo accendo subito notando che si avvia con un account "Amministratore", lo disconnetto e prima sorpresa, mi propone il mio account; metto la password, entro, e meraviglia, tutto é come lo avevo lasciato: niente reset o cancellazioni varie, tutto pronto a funzionare!
E l'ethernet per cui l'avevo spedito?
 
La scheda di lavorazione
Beh, la scheda di lavorazione parla di un cambio di scheda madre, e come prevedibile, la ethernet ora collegata funziona e alla grande!
 
Alla fine non posso che essere davvero contento del lascito dei signori Bill Hewlett e David Packard, il servizio di assistenza e riparazione si è dimostrato di un livello altissimo pur essendo un'azienda che vende a prezzi molto competitivi.
Continuate cosi perché se vi ho sempre scelti da una vita sulle stampanti e sicuramente non potrò che rifarlo anche sui computer!
 
Non mi piace giudicare un'azienda dal fatto che il suo prodotto ha avuto un difetto, infatti può capitare, ma da come lo risolve (lo capirà mai il mio meccanico che se la prende quando mi monta un pezzo difettato mentre mi farebbe contento semplicemente risostituendolo anziché trovarmi scuse o strane teorie in base alle quali il pezzo sarebbe perfettamente funzionante così come è?).
 
Un saluto,
Luca

Tutto questo perché ero nel primo anno se no era tutto onere del venditore; se quindi avete un problema nel primo anno non fate passare tempo prima di segnalarlo ad HP!

giovedì 24 luglio 2014

Ottime foto con luce scarsa: Cos'è la tecnologia PureView di Nokia

La tecnologia “PureView” di Nokia in realtà è un insieme di caratteristiche concentrate in un unico prodotto che porta vantaggi tangibili e incontestabili nella fotografia notturna e con scarsa illuminazione.
 
 
Come noto la fotografia si basa sulla capacità di una superficie sensibile di essere impressionata dalla luce catturata in un dato istante (da qui il termine “istantanea”) e quindi si può facilmente immaginare che meglio catturiamo la luce più avremo foto con dettagli e colori ottimi, realistiche a vedersi.
 
PureView aiuta in questo soprattutto nelle situazioni dove la mancanza di una buona luce produce due effetti visibili e sperimentanti sicuramente da chiunque:
- le fotografie scattate di notte hanno più effetto mosso di quelle scattate di giorno sopratutto se il soggetto non è più che immobile (si vedono più aloni e i contorni non sono ben definiti);
- i colori e sopratutto i neri sono afflitti dal “rumore digitale”, cioè sembrano puntinate di bianco.

giovedì 12 giugno 2014

La nobiltà del lavoro e del lavorare

"Il lavoro per arrivare a fine mese" di Gianni Dominici
(l'autore non condivide necessariamente i contenuti dell'articolo)
E' passato ormai un anno e poco più da quando ho iniziato la mia esperienza lavorativa in elettronica nella grande distribuzione. L'esperienza si rivela ogni giorno più piacevole e mi sta permettendo di crescere molto sia nelle competenze lavorative che trasversali.
 
Si conferma come sempre però una volta di più il fatto che il lavoro è davvero parte fondamentale della vita di una persona. Chiunque essa sia.
 
Il lavoro permette di fare quotidianamente nuove esperienze che si moltiplicano all'infinito se il lavoro è a contatto con il pubblico; persone sempre diverse una dall'altra che hanno bisogno di informazioni, un consiglio e spesso anche di sfogarsi (sì, anche quello, altrimenti non ho altro modo per giustificare certi tipi di comportamento al limite tra il maleducato e l'arrogante).
 
Il lavoro offre innumerevoli possibilità di crescita personale oltreché direttamente lavorativa, sopratutto se ci si trova in una grande azienda che moltiplica questo fattore; la possibilità di poter fare ogni giorno meglio del precedente, di acquisire più responsabilità e nuove mansioni porta a un aumento dell'IO che si riflette nella maggior stima e riconoscimento, anche nelle più piccole delle situazioni.
 
E questo non va visto come un qualcosa di automaticamente negativo o da ripudiare; volersi migliorare e aumentare la propria stima sono obiettivi sicuramente validi inseriti in un'ottica positiva della vita (non quando diventano mera autoaffermazione di sé sopra tutto e sopra tutti, pura tracotanza fine a sé stessa), la stessa Bibbia ci insegna che nessun cristiano si sarebbe lasciato crocifiggere dai Romani senza la convinzione di raggiungere così l'immortalità e la pace di Dio nel suo Regno.
 
Il lavoro permette inoltre di accrescere a dismisura le proprie conoscenze che nulla sarebbero senza la pratica. Ho letto per anni nei forum di come eseguire molteplici operazioni telefoniche e sui telefoni; cosa supera però un hard reset fatto perché probabilmente un'applicazione non permette più con i suoi blocchi un'ottimale gestione della batteria del telefono, dovendolo pure spiegare a una persona che ignora l'esistenza di una batteria che il telefono deve gestire e di un'applicazione che si può bloccare (“Che dice? Io uso Whatsapp o Instagram, mica applicazioni!” cit.). Alla persona citata interessa solo (in alcuni casi e non in tutti, per fortuna) dimostrare che chi gli ha venduto il telefono l'ha fregata (perché ogni transizione di denaro/prodotti o servizi deve generare per forza una fregatura a una delle parti?!), mica capire cos'ha il telefono e perché può avere problemi!

domenica 2 marzo 2014

J'Accuse! Voi in coscienza credete sia giusto sfregarsi via, buttare a terra e calpestare nostro Signore?

Cristo consacra l'eucaristia
Juan de Juanes, Valencia
Oggi ho assistito all'ultimo atto di un iter dissacrante e deprimente da cui è nato il moto interiore di dover scrivere questo testo; non solo praticamente tutti i fedeli alla Santa Messa toccavano nostro Signore con le mani (lavate prima di uscire? Non lavate? Spargendo pezzi a terra?) ma addirittura il celebrante non ha predisposto i piatti ai chierichetti così che potessero come di consueto intercettare eventuali frammenti prima che cadessero a terra mentre l'Eucarestia veniva data al fedele.

Mi fa sorridere dover sottolineare io, ragazzo ben ignorante sul mondo che cerca solo di studiarsi il perché le cose non vengano fatte in un certo modo, queste cose a sorelle e fratelli con anche 50 o 60 anni più di me; evidentemente però la non conoscenza dei motivi dottrinali di certi insegnamenti li ha portati ad abbandonarli al primo accenno di possibilità; d'altronde perché ricevere imbarazzati direttamente l'Eucarestia quando posso prendermela in mano come un Cracker o una fetta biscottata (marmellatine e miele monouso in dirittura di arrivo tra i banchi?)?
Ma noi, tutti noi, non siamo esenti da colpa perché l'ignoranza non è giustificata, qui infatti si parla di fede; mia nonna Rita mi insegnò dei comportamenti da tenere in chiesa (genuflettermi, guardare verso il cenacolo in cui vi è il Signore, non toccare mai il Corpo di Cristo con le mani e possibilmente farlo sciogliere sul palato mentre lo si prega) che posso ben pensare gli furono insegnati da sua nonna, e a sua nonna da sua nonna prima di lei e ancora prima chissà per quanti lustri e secoli. E dopo tutta questa tradizione e “maniera di fare” perché nel giro di un nulla tutto è cambiato?

Partiamo da un presupposto di fede (chi pensa di non credere legga comunque, vedrà nella fede quanta razionalità c'è), durante la benedizione il pane si fa nostro Signore ed Egli vi è presente in CORPO, SANGUE, ANIMA E DIVINITÀ. Noi, fratelli miei, tocchiamo con il nostro palato la Divinità di Cristo risorto quando ci accingiamo all'eucarestia; e con tanta facilità pensate di toccarla con le mani?
A questo aggiungiamo un altro concetto dottrinale: IL PANE SPEZZATO IN OGNI INFINITESIMA PARTE MANTIENE IN SE' LE CARATTERISTICHE DI QUANDO ERA INTEGRO. Ciò vuol dire che ogni infinitesima particella di quel pane che toccate con le mani contiene ancora in sé Nostro Signore. Voi in coscienza credete sia giusto sfregarsi via, buttare a terra e calpestare nostro Signore?

GUARDATEVI IN VOI E DATEVI UNA RISPOSTA, poi proseguite pure a leggere.

giovedì 30 gennaio 2014

Buongiorno!

Vi riporto un mio commento di risposta sul sito del Fatto Quotidiano a questa discussione QUI

buona lettura!
Luca Zecca

Non prendiamoci in giro, si sa che i cassaintegrati, mobilità e disoccupati sono a casa a fare un tubo e nessuno gli chiede alcun ché se non l'iscrizione al centro per l'impiego e un ridicolissimo colloquio per capire l'orientamento lavorativo/curriculum. Se poi aggiungiamo quelli che al sussidio statale associano un lavoro in nero é ovvia la frustazione di chi sgobba 38/42 ore settimanali per 1000/1200 euro mensili. 
La legge invece già prevede se andate a leggere qualche documento che i cassa integrati possano essere chiamati per lavori civici (ad esempio i Comuni anziché far pulire i marciapiede dalla neve chiamando i volontari della protezione civile chiamano a raccolta i cassa integrati, comunque pagati da noi) ma nessuno lo fa. Meglio lasciarli in giro a 10 anni a metter su panza. E poi? A uno uscito a 30/40 anni dal mondo del lavoro per 10 anni, chi diavolo lo rimette a lavorare? Vi rendete conto di che assurdità creiamo?

Dall'alba dei tempi l'uomo passa la vita a lavorare. Anche solo per raccogliere legna per scaldarsi o cercare del cibo. Cazzo dovevamo arrivare noi a pensare di mandare a lavorare a 50 gente che non ha fatto nulla per 10.

Buona giornata
Luca "

giovedì 2 gennaio 2014

La vita continua... buon anno nuovo!

"Mammona" ritratto da Collin de Plancy
per il Dizionario infernale
Buongiorno cari Amici! E buon anno!

Si è concluso un anno davvero difficile e uno ancor più difficile batte alle porte del nostro Paese!

Una classe politica scalcinata e incapace di dare una soluzione ai problemi delle persone, anche i più basilari e fondamentali, non permette a questo grande Paese di uscire dalla crisi in cui l'hanno spinto.

Noi tutti, pronti ad assumerci le nostre responsabilità e i nostri impegni non veniamo messi nelle condizioni di poterci esprimere e lavorare.

Sistematicamente i risultati elettorali vengono spogliati di senso con ribaltoni e questa tanto sbandierata democrazia si dimostra ogni giorno di più priva di senso.
Privata di ogni sua caratteristica fondante la nostra democrazia si aggira tra il popolo come uno spettro in cerca di conforto e rivincita; inseguita dai mastini della politica di palazzo. Quella politica autoreferenziale che permea tanto il parlamento quanto i consigli di amministrazione delle grandi aziende, dalle banche alle industrie, sorrette da poche famiglie che in alcuni casi si dimostrano lungimiranti, ma purtroppo in tanti anni vestono i panni dei lupi pronti a sbranare inermi branchi di pecore.

Ciò si riflette anche sul pianeta in decadenza con la nostra civiltà, che ogni giorno manda segnali di allarme sempre più forti e incessanti. Abbiamo perso il rispetto per la natura, per la morte e così lo stiamo perdendo per la vita stessa. La nostra compresa.