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venerdì 3 marzo 2017

Andare a vivere da soli a 27 anni: la felicità dell'essere autonomi

Questo post è un po' un seguito di quanto raccontato in "Andare a vivere da soli a 21 anni?" con la differenza che anni fa c'era il punto interrogativo mentre oggi non c'è più.
Non c'è perché questi anni mi hanno insegnato fondamentalmente che la libertà non ha un prezzo se non quello di renderci sicuramente più maturi, autonomi e fondamentalmente in grado di capire la vita con una consapevolezza che lo "scrigno" della propria famiglia d'origine non può permetterci di avere.
Dopo essere andato a vivere da solo feci la scelta di intraprendere una convivenza con una ragazza che ha poi tradito prima che me stesso la mia fiducia e ciò che ero nella mia essenza. Mi sono lasciato ingannare e se anche la mia vita non era quella che conducevo a casa con i miei genitori di fatto si erano innescati modi d'essere simili. Insomma: ti rende più libero che con i tuoi ma CONVIVERE NON È COME VIVERE DA SOLI.
Andato via di casa, siccome mi mancava qualche mese alla fine delle rate con la banca (ricordate l'altro post? I finanziamenti sono come persecuzioni), ho deciso di comprare una cameretta per arredare una stanza dai miei in attesa di tornare indipendente.

Sono passati 6 mesi, l'ultima rata l'ho pagata, mi sono già cercato e trovato l'appartamento che corrisponde alla mie esigenze e ho ricominciato la mia vita da single (o scapolo, all'italiana).
Va detto che la maturità è un'altra. Ho alle spalle una storia seria e una convivenza, non ho più una rata che mi strozzava e un lavoro a tempo indeterminato che mi piace come addetto vendite in un reparto elettronica.
Anche se di spese ce ne sono sempre nulla da paragonare rispetto a quando andai a vivere da solo a 21 anni in condizioni che rileggendole adesso le ritengo impossibili: io però ce l'avevo fatta benissimo quindi anche voi non fatevi scrupoli.
La libertà non ha un prezzo e potersi gestire la vita in autonomia già di per sé è una palestra di vita importante che può solo farvi del bene e aiutarvi a crescere.
Farsi i mestieri, la lavatrice, stendere, stirare e per chi come me ama cucinare il re di tutto i piaceri: prepararsi le ricette e i manicaretti scegliendo in autonomia ingredienti e strumenti.
Il bello è che c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e, ahimè, da comprare!
Ma vi assicuro che invitare gli amici o una ragazza a cena dopo aver cucinato e una delle piccole soddisfazioni che rendono la vita bellissima.
La gestione del tempo poi diventa completamente diversa perché voi siete il centro del vostro mondo e vi aprite agli altri per quello che vi sentite di dover fare. Se volete stare da soli già lo siete e se vi serve compagnia basta chiamare qualcuno o andare in un qualunque locale della città: che amico non accetta una birretta in compagnia?
Senza genitori da avvisare, permessi da chiedere o l'imbarazzo del "dover scegliere". Ecco che non rimpiango è questa cosa dello scegliere. Io scelgo per me. Io decido le mie priorità.
So che non centra con l'essere da soli o no ma capite che l'avere una vita propria stimola a cercare queste forme di "autonomia mentale".
Cosa fate ancora qui a leggere? Condividete l'articolo con i vostri amici se vi è piaciuto e poi via di corsa a cercare un appartamento tra gli annunci in internet o in agenzia.

Luca Zecca
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