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giovedì 27 giugno 2013

Ecco come lo stato ha guadagnato dall' "Operazione Sigarette Elettroniche"



Buongiorno amiche e amici,

premetto subito che quanto sto per scrivere può essere assolutamente ritenuto un frutto della mia sola fantasia; ma sull'argomento "introduzione delle sigarette elettroniche" qualche dubbio mi è venuto.

Di fatto la loro tecnologia ormai è vecchia di molti anni, anche perché il loro funzionamento è sinceramente molto semplice, componendosi di una batteria, un serbatoio e una serpentina che vaporizza il liquido permettendone l'inalazione (ok ho iper semplificato, ma è per intenderci sull'aggettivo "semplice"! ndr), e da diverso tempo i fumatori più tecnologici tramite internet (non con poche peripezie) hanno potuto acquistarne dagli U.S.A. e comunque soprattutto dall'estero.
Ultimamente però, uno o due anni e poco più la loro diffusione ha avuto risonanza maggiore e sono aumentati a dismisura i negozi che offrono praticamente esclusivamente questo tipo di prodotto (sigarette elettroniche di vari tipi, liquidi di ogni formato, gusto e contenuto nicotinico).
Si vedono così sempre più spesso in giro gli "svapatori" (coloro che fumano le sigarette elettroniche ridotte all'acronimo inglese "e-cig") che teoricamente migliorano la loro situazione fisica grazie ai mancati danni dati dalla combustione del tabacco (attenzione però, perché se si "svapa" liquido con nicotina, non si eliminano i danni dati comunque dalla tossina).
Questa situazione quindi sta portando il paese a due evidenti conseguenze:
1) in ospedale nel tempo dovremmo assistere a una progressiva diminuzione della presenza di malati che mostrano sintomi di malattie causate direttamente o indirettamente dal fumo di sigaretta;
2) lo Stato subirà una progressiva diminuzione di entrate per quel che riguarda le accise e le varie tasse che colpiscono i tabacchi, sempre però meno comprate per i motivi suddetti.
Ecco che quindi arriviamo alla parte interessante della nostra storia.
Infatti lo stato di cose nel tempo ha portato molti fumatori a passare alla sigaretta elettronica. Prima la salute meno colpita, due la possibilità di fumare in tanti luoghi vietati alla tradizionale bionda e infine, ma non ultimo, il forte risparmio nel tempo.
Ecco che quindi ora, però, dopo averne favorito la diffusione, lo stato inizia a girare la vite.
Prima il divieto di vendita ai minori di anni 16 per qualunque liquido anche senza nicotina e poi l'estensione di fatto della Legge Sirchia anche alle sigarette elettroniche e i loro svapatori.
Ma in questo stato di fatto ancora il portafoglio non si tocca. Strano. Ma non troppo, perché ecco che oggi si fa più certa la notizia che vuole una tassa sulle sigarette elettroniche (e sopratutto sui liquidi con nicotina) al pari delle bionde tradizionali per far fronte alla diminuzione di gettito.
Se ció diventasse realtà siamo alla fine della storia e lo stato è riuscito a guadagnarci il doppio come al solito.
Tassando i liquidi in maniera appropriata arriverà a compensare appieno le minori entrate e inoltre avrà una diminuzione della spesa sanitaria dovuta al minor numero di malati.
Non male per la collettività eh?!
Che ne pensate?
Buona serata,
Luca Zecca





P.s. il presente articolo non vuole incitare all'uso di alcuna sostanza nè tantomeno all'uso della sigaretta elettronica; esso enuncia solo pensieri teorici e non vuole nè favorirne l'uso nè consigliarlo, al suo interno non è riportato alcun consiglio di carattere medico/scientifico o sanitario.

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