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martedì 5 aprile 2011

PRIVATIZZARE COMPITI STATALI NELLA PRETESA DI RENDERLI PIÙ EFFICENTI ATTRAVERSO LA LIBERA INIZIATIVA DEL LIBERO PROFESSIONISTA

Riguardo al titolo l'esempio chiave su tutti è il Notaio italiano (e l'opinione che purtroppo tutti hanno sul Notaio, anche per colpa di alcune brutte esperienze vissute da alcuni). Essi assolvono alla funzione di certificazione, dando valore a un contratto tra due parti, ossatura del sistema italiano del diritto. Nei paesi con il "notariato latino" (così si definisce quello vigente nel nostro paese) i contenziosi nelle cause immobiliari sono circa lo 0,01% di tutte le compravendite di immobili. In pratica, si dice, il cittadino sostiene un costo iniziale quando acquista, ma poi non ha un costo "a valle" (dopo la compravendita):
Tutto però si basa secondo me su una grossa "furbata" (termine che uno nella maniera più buona e dolce possibile, senza offendere nessuno). E dove starebbe questa "furbata"? Nel fatto che ormai tutti abbiamo fisso in testa, per tradizione, perché è ormai da sempre così, che l'unico metodo valido per acquistare con certezza la proprietà di un immobile sia passare attraverso questa figura "semi-pubblica" (è un pubblico ufficiale) e "semi-privata" (è un libero professionista). Ma esisterà un altro sistema che permetta di avere delle forti garanzie nell'acquisto di un bene immobile con pochi costi a monte, e anche a valle?
La risposta è sì. Il sistema c'è, e ci viene mostrato dalla Spagna. Lì il Notaio non è un libero professionista, ma è a tutti gli effetti un dipendente dello stato.
"Ah, no, non va bene, se infatti è pagato dallo stato significa che può essere corrotto dalle parti che gli offrono magari sotto banco cifre ben più sostanziose di quelle di un semplice stipendio statale". Beh, argomentazione assurda. Uno perché se il Notaio giura, nel far ciò, incorrerebbe in sanzioni morali (ha rotto un giuramento), in sanzioni amministrative (ha rotto un giuramento verso lo stato), in sanzioni civili (non ha compiuto un obbligo per cui si è impegnato) e sanzioni penali (è un pubblico ufficiale che non si comporta secondo i criteri e i metodi dovuti ad un pubblico ufficiale). Due, perché non è che il fatto che sia un libero professionista ci garantisce la sua incorruttibilità diversamente da un ipotetico status di "dipendente pubblico".
La faccenda secondo me oltre che pratica ed economica è anche morale. Come può un ufficiale pubblico. Un "braccio dello stato", essere palesemente e legalmente un libero professionista.
Le due figure, i notai non me ne vogliano, sono secondo me assolutamente inconciliabili.
Allora perché non avere un esercito preso attraverso un appalto? Che una volta serve la Spagna e una volta noi a seconda del denaro offerto.
"Beh ma lo status di libero professionista garantisce uffici efficienti nello svolgimento dell'attività", questa è una classica argomentazione che sento spessissimo in discussioni sui notai. Vero, molti (e non tutti) gli studi notarili sono efficienti. Ma allora? Perché non appaltare la giustizia alla procura dello stato dei Texas visto che là sono più efficienti di noi nello smistamento delle cause civili. Era un esempio, giusto per citare un altro stato. Ma il senso è quello. Se noi dobbiamo permettere che una funzione Pubblica (con la "P" maiuscola) venga esercitata da liberi professionisti per garantire efficienza, allora tanto vale svuotare di senso lo stato e delegare ogni pubblica funzione a "liberi professionisti".
Secondo me serve una riflessione profonda su quanto sia accettabile che lo stato e i cittadini deleghino così a "liberi professionisti" competenze che dovrebbero essere svolte da un dipendente dello stato. Con la stessa istruzione sì. Con gli stessi compiti sì. Allo stesso modo preparato, sì. Ma dipendente pubblico. E se i notai non ci stanno a fare il loro lavoro, a usare la loro preparazione solo per un "misero stipendio pubblico", allora non è verissimo che loro ci tengono al "compito istituzionale" e "pubblico" del loro ruolo, più che allo status di "liberi professionisti" (con vantaggi e guadagni che ne derivano).
Mi auguro che tra i molti problemi questo stato prima o poi sappia affrontare anche questo problema, la cui risoluzione lei termini che ho indicato, porterebbe indubbi risparmi al cittadino, maggiore controllo da parte dello stato e poi, diciamocelo, si farebbe crollare un istituzione "chiusa" (purtroppo, anche se con molte buone eccezioni) e "intoccabile" dall'800.
Dopo di loro, toccherà anche ai giornalisti ancora gestiti da un ordine (ironico, visto che la libertà di stampa è inviolabile e chiunque costituzionalmente ha il diritto di esprimere e far circolare le sue idee) e ad altre caste. Casta politica compresa.
Questo vuol dire fare le riforme, questo vuol dire entrare nel III millennio, questo vuol dire andare avanti senza essere appesantiti e bloccati dal passato.
Ce la possiamo fare. Ce la dobbiamo fare.

Buona serata,


Luca Zecca
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