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mercoledì 9 agosto 2017

Connettersi con windows 10 a internet tramite bluetooth

Ho trovato un sacco di guide italiane e inglesi che assurdamente consigliano l'installazione di software esterni per usare una funzione in realtà già presente, ma nascosta, su Windows 10 (ma credo valga anche per seven, 8 e 8.1): parlo della possibilità di condividere la connessione internet dallo smartphone a tablet, convertibili o notebook con Windows.

Una volta abilitata la funzione "thethering" che varia da dispositivo a dispositivo (per gli utenti Iphone impostazioni/Hotspot personale/interruttore messo verso destra/verde) non dovrete fare altro che collegare tramite Bluetooth i due dispositivi come si fa normalmente per scambiare file (menu sulla destra di Windows/Bluetooth) e andare




prima su pannello di controllo per cliccare poi su "Visualizza dispositivi e stampanti"



a quel punto dopo aver cliccato sul proprio dispositivo in alto basterà premere su "connetti tramite" e poi "punto di accesso"


E in maniera semplice vi ritroverete a usare la connessione internet dello smartphone su Windows senza l'uso di invadenti e non necessari software esterni!

Luca Zecca

mercoledì 19 luglio 2017

Volume assurdamente alto pubblicità Spotify

Scrivo questo post per raccogliere segnalazioni in merito al volume delle pubblicità che vengono trasmesse su Spotify (il noto servizio/app di ascolto musicale in streaming): mi sembra sia diventato incredibilmente alto e sufficiente a dare fastidio (se fosse più prolungato di un minuto sicuramente sufficiente a creare danni all'udito in caso di uso di cuffie).

È un difetto solo dell'App per iOS quando si usa il bluetooth/jack 3.5 o capita anche a voi?

Se raccogliamo tante segnalazioni in merito invieremo poi una bella richiesta a Spotify chiedendo una soluzione a questa problematica: anche se noi FREE non paghiamo credo abbiamo lo stesso diritto dei PREMIUM a mantenere un sano udito!

Luca

mercoledì 5 luglio 2017

Ricetta per cucinare l'uovo in microonde

Con questa ricetta potrete cucinarvi l'uovo senza bisogno di sporcare padelle e senza nemmeno la necessità di avere il fornello (basta il microonde: ricetta ottima per le sale ristoro) ed è quindi comodissima per colazione/merenda.

Vi basterà l'uovo (eh per forza =) e una tazzina da tè:
  1. rompere l'uovo nella tazzina ed eventualmente aggiungere sale/pepe in base ai gusti
  2. sbatterlo leggermente fino ad essere sicuri che il tuorlo sia ben rotto
  3. mettere nel microonde a 90 watt a seconda dei gusti
  • per 6 minuti se vi piace tipo coque + 1 minuto per ogni uovo in più che state cuocendo
  • per 10 minuti se vi piace più sodo + 1 minuto per ogni uovo in più

I 90 Watt sono la potenza ideale per non surriscaldare l'uovo che così potrebbe gonfiarsi fino a esplodere (cosa successa nei fari esperimenti =) idem per importanza la completa rottura del tuorlo prima di mettere in microonde.

Fate attenzione a non prendere una tazzina troppo precisa per la quantità di uova perché tendono ad aumentare di volume di circa 1/3 e magari in base al materiale potrebbe essere necessario aumentare/diminuire un poco i miei tempi: dopo la prima prova già potrete farvi un'idea esatta!

Se non avete il microonde che vi permette di regolare i Watt è un bel problema e lasciate perdere: la prossima volta, lasciatevelo dire, comprate qualcosa di meno economico.

Buon ovetto per merenda a tutti!

Luca Zecca

lunedì 26 giugno 2017

Sul trascendente

La dimensione trascendente viene completamente ignorata dalla civiltà contemporanea: in pochi credono e i pochi che lo fanno non hanno ben presente l’esistenza di una dimensione oltre a quella che percepiamo con i comuni sensi (credono per abitudine e forse è peggio di credere male).  Crediamo che i nostri 5 sensi ci mostrino qualcosa ma non ci accorgiamo che ci accecano: le percezioni e le sensazioni sono i nostri veri sensi. Il mondo trascendente sfugge alla maggior parte delle persone eppure è lì che siamo destinati. Mia nonna nella sua semplice istruzione aveva ben presente questi concetti e con lei tutti coloro che facevano parte di un’altra epoca ormai. Mi ripeteva sempre che “sulla terra siamo solo di passaggio”.
Un messaggio dalla portata enorme se si pensa come permetterebbe una concezione meno materialista slegata dai preconcetti che ormai ci vengono inculcati dalla culla: perché dedicare questa vita alla routine se alla fine tutti finiamo per morire e andare dall’altra parte?
Fa paura a un sistema economico come il nostro che domani mattina le persone si possano svegliare rifiutando un’economia basata sul dio denaro e non sui valori e i principi che da sempre regolano l’umanità. Come si può spezzare questa catena di oppressione economica però se davvero pensiamo che dobbiamo lavorare, pagare le rate e seguire dei dettami imposti da non si sa chi e con quale scopo? Alla fine il ribelle rischia la vita ma non può perdere niente di più di quello che ognuno di noi può perdere: se anche ribellandosi venisse ucciso giovane che cambierebbe in una linea temporale infinita rispetto a chi muore di vecchiaia? Lui avrebbe compiuto un gesto che comunque lo eleva da una materialità senza senso per salire nel livello trascendente dove tutto ha un senso e le sue opere troveranno premio non terreno.
Noi viviamo su questa terra condannati alla materialità anche se in noi è riposta una parte dello spirito di Dio e quindi della divinità: se infatti Dio è l’assoluto ogni sua frazione è assoluta e avendo noi nella nostra anima un suo infinitesimale quell’infinitesimale ci rende dei in terra.
Ma procediamo per gradi affrontando le varie tematiche del trascendente: il tempo, noi e il senso.
Il tempo è una linea che come tale ha un inizio e una fine. L’infinito non può essere rappresentato in nessun modo semplicemente perché la nostra mente, in quanto finita, non lo può concepire. Possiamo sentirlo con noi stessi ma non ragionarlo: è un dato di fatto che abbiamo questo limite. Se però non possiamo immaginare un infinito possiamo ben capire come qualunque unità “finita” nell’infinito perde di significato. Se disegno una riga lunga 1 metro e una riga infinita quella di 1 metro non la posso rappresentare nemmeno come un puntino: diventa talmente piccola a confronto che sparisce. Ogni cosa quindi volta alla materialità essendo legata a una riga finita che contrasta con l’infinito non ha senso di essere.
Qualunque cosa accumulate o fate qui è destinata a perdersi. Punto. Ogni azione ed emozione deve essere volta a una dimensione più alta. Chiamatelo trascendente, chiamatelo “al di là” o come più vi piace ma chiaro deve essere che pensare che sul serio qualcosa possa essere legato qui è senza un senso.
E’ inutile indagare come possa funzionare la dimensione trascendente della nostra: semplicemente non possiamo. Altro dato di fatt. Sforzarsi o voler trovare un senso a cose che non sono mentalmente concepibili vi porterebbe alla follia e a dei paradossi che vanno sentititi per capirli. Appannaggio di pochi qui ma certezza per tutti dopo la morte. E’ questione di tempo ed è incontrovertibile: non ha senso mettersi fretta quindi. Viviamo il presente.
Il noi è un altro grande mistero che molti non conoscono o che fingono di non conoscere:  fa comodo a chi sviluppa un totale attaccamento al denaro e ai beni immateriali sacrificando anche moralità e onestà credere che tutto finisca con la morte. Che nulla sia regolato da qualcosa che va oltre il fisico. Da decenni ormai vengono prese come storielle per bambini i vangeli e per stupide novelle tutte le tematiche legate alla dimensione spirituale dell’uomo. Ovvio: chi sacrificherebbe una vita a lavorare per andare in pensione e nel solo senso di esistere dello spendere. Chi potrebbe essere sereno alla domanda: tu cosa hai fatto qui? Se non convinto che “tanto con al morte è tutto finito. Stop ci mangiano i vermi”.
Vi piacerebbe che fosse così ? Ma non finisce tutto così e ognuno di noi ha da rispondere alla sua coscienza di ogni singola azione  “[…] Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto” (Luca 21, 18)
Non c’è una sola azione che si perderà nel tempo infinito. Abbiamo una coscienza e a quella risponderemo davanti a Dio. Sì perché i detrattori la prima cosa che muovono sul Giudizio è che non tutti sono istruiti alla stessa maniera per poter essere equamente giudicati: peccato che dimenticano che negli insegnamenti il Maestro ripete di non essere qui per giudicare ma che ognuno sarà giudicato dalla sua coscienza. Dio solo che vede nel profondo sa se un’azione compiuta è stata fatta nella convinzione del bene o sapendo di fare il male: solo quello conterà. Un’azione deprecabile per chi guarda ma profondamente giusta per chi la compie non genererà alcuna colpa: per quello noi non possiamo giudicare. E’ un dato di fatto… e se comunque vorremo giudicare dovremo avere ben presente che “[…] col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.” (Matteo 7, 2)
Così arriviamo a capire l’esistenza di un noi molto più complesso della carne e il sangue che ci formano: il corpo, l’anima e lo spirito. Il corpo è la nostra manifestazione materiale in questo mondo: ciò che ci permette di interagire e muoverci o muovere. Esso è governato da un’anima che ci è stata data al concepimento e che racchiude l’alito di vita che è un infinitesimo dello spirito.
Quest’ultima cosa ci distingue dagli ANImali (animali perché mossi anch’essi da un’anima) che non l’hanno ricevuto in dono: come detto noi siamo come dei su questa terra. Punto. E’ un altro dato di fatto perché un Dio infinito genera divinità da ogni frazione di sé stesso. Per quello possiamo produrre tanto male e tanto bene. Crediamo di essere legati in maniera limitata a questa terra e così non ci accorgiamo dell’enorme potenziale che abbiamo e che potremmo liberare: rimaniamo ammaliati da racconti e film di super uomini e super eroi e non capiamo che nel nostro quotidiano noi potremmo essere più che super uomini. L’anima esiste scissa dal corpo e lo spirito anch’esso potrebbe esistere scisso da un’anima ma perderebbe la capacità di esprimere sé stesso in innumerevoli modi: di fatto l’anima prende la forma che è necessaria nel tempo e nello spazio in cui si trova. Anche gli animali ce l’hanno e per quello possiamo andarci così d’accordo: non vivranno mai un’esperienza di “salvezza” come la nostra non avendo spirito. Ma sì li ritroveremo di là se noi li avremo legati a noi. Chi dice il contrario non ha ben presente la differenza tra anima e spirito e quindi per insicurezza intellettuale nega agli animali almeno il poco che hanno rispetto a noi: un’anima che come tale può sopravvivere alla morte fisica. Non hanno la consapevolezza e lo spirito divino ma un’anima sì e per quello non sono capaci del grande amore e del grande male umano: di fatto per la maggior parte sono in balia delle leggi materiali proprio perché la loro anima ha questa manifestazione materiale ma non uno spirito che la possa indirizzare come noi.
Quest’ultimo è forse il concetto più affascinante e difficile da capire: noi qui abbiamo un corpo che possiamo vedere e riconoscere ma nulla vieta di essere diversi in un altro mondo che ci richiede di materializzarci in maniera diversa. La cosa più evidente la si ha sul discorso del genere sessuale: un materiale esercizio mentale della nostra limitatezza. Credere che possa esistere nel trascendente un concetto di maschio/femmina è semplicemente assurdo come è assurdo chi si chiede se Dio è donna o uomo. Non arriviamo a capire l’omosessualità e la riteniamo aberrante: come non possono non trovarsi due anime compatibili solo perché sessualmente diverse se le anime, e ancor di più, i due spiriti che le abitano nemmeno reagiscono a leggi legate a un “sesso” (proprio perché concetto materiale e legato completamente a questa terra)?
Ed è così che a fondo di quest’anima che governa e agisce troviamo l’essenza del Noi: lo spirito. Lo spirito è la nostra vera essenza che esiste grazie a Dio e agisce ispirata a Dio. L’assenza del collegamento del Dio è fonte di quella morte che ci porta al vero Inferno. Inferno non come luogo fisico di dannazione ma come stato dello spirito e quindi di conseguenza dell’anima. L’anima che non può per i suoi peccati vedere Dio e che nell’eternità in modo incontrovertibile ne sarà adombrata: il “lasciate ogni speranza voi ch’entrate” di Dante per il cancello degli inferi. (non mi soffermo sul sopravvalutato purgatorio: come può esistere un periodo momentaneo di espiazione in una dimensione in cui il tempo non esiste? Il purgatorio è quindi semplice metafora del pentimento che lo spirito dopo morte finalmente prova verso le sue gesta sbagliate e per il quale gli viene comunque concessa a quel punto la Grazia della Salvezza)
Lo spirito contiene la potenza divina e ci da il tutto: la carità, il perdono, l’amore e ogni potenza che esprimiamo derivano da essa.
Ci leghiamo poi al materiale però. Cadiamo continuamente e oltre ai peccati di comportamento, facilmente recuperabili e correggibili, arriviamo a non credere più. Lì arriviamo al male e al maligno. Al Diavolo e ai suoi demoni.
Spiriti che si aggirano su questa terra con il solo scopo di turbare l’ordine delle cose così come dovrebbero svolgersi: uomini che si amano gli uni gli altri in mutuo aiuto per giungere tutti salvati e consapevoli a Dio sconfiggendo la morte per mezzo di nostro Signore e dello spirito Santo.
Ma ecco che arriva il materia che è la sincera sicurezza che nulla esista oltre. E queste anime diventano perse e i loro spiriti vengono trascinati nell’Inferno dell’insensata convinzione del materialismo e del mondo fine a sé stesso.
Quella è stata la grande capacita dei demoni tutti: nascondersi al mondo per agire alle spalle insinuando nell’uomo la convinzione di poter esistere senza Dio. Il peccato più grande che si può immaginare.
Sorvoliamo su ogni comportamento riprovevole: nulla è davanti alla convinzione che Dio non esista e ogni azione debba essere volta al materialismo di questo mondo. Il peccato contro lo spirito che non sarà perdonato “A chiunque parli contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro.” (Matteo 12,32)
Questo perché la convinzione stessa di non aver bisogno di essere salvati è fonte di dannazione. Quale miglior modo quindi di agire sulle caste dei potenti e le élite economiche affinché convincano già dalla giovane età tutti dell’inesistenza del trascendente, del bene e del male.
A questo dobbiamo ribellarci: dobbiamo ribellarci alla concezione di un mondo governato da regole materiali e da leggi forgiate per sostenerle anche contro la morale delle nostre coscienze. Questo richiede un grande sforzo spirituale che io stesso che scrivo queste cose fatico a fare: lasciare ogni bene materiale, il denaro e dare importanza solo al trascendente.
Attenzione che il trascendente ha risvolti nel mondo materiale: sono due aspetti che non contrastano. I sentimenti, l’affetto, la gioia e il VIVERE appieno la propria vita è un modo spirituale di vivere il materiale. Concepire l’esigenza di gesti veri e genuini: il piacere di una chiacchierata con l’amico che non si vedeva da tanto e la consolazione per una persona affranta. La gioia dell’allevare un figlio e l’amore di un rapporto sincero con la persona amata.
La consapevolezza di un mondo al di là non ci porta un alibi al vivere questo mondo in cui siamo stati in qualche modo reclusi: lo possiamo però vive al meglio sapendo che NESSUN SACRIFICIO E’ VANO. Mai.
Se infatti agissimo così allora cadremmo nell’errore degli Induisti che si staccano dal mondo cercando la loro sola illuminazione: no! Noi siamo qui per vivere questo mondo nella consapevolezza di non essere di qui. Nella consapevolezza che la nostra aspirazione e la nostra propensione è verso il vero mondo che ci aspetta dall’altra parte.
Ha un suo senso anche se è difficile da pensare (e queste sono congetture mie): degli spiriti che vivono con Dio in Dio quanto più forti e completi diventano se esposti ai dolori della vita materiale e corruttibile di questo mondo? Infondo nel suo essere è sicuramente una prova di arricchimento. Dio stesso si è sottoposto alle fatiche di una vita non solo spirituale incarnandosi in Maria che concepì nostro Signore. Il Figlio di Dio che grazie allo Spirito Santo ha potuto provare le fatiche e le prove del vivere umano in questa materialità. Il tutto al suo massimo nel gesto di amore di dare la sua vita stessa per vincere la morte e permettere a ognuno di noi di salvarsi. Troppo facile e senza meriti essere nell’altro mondo senza avere mai sopportato le tribolazioni del materiale: dopo averle superate si ha un concreto merito e apprezzamento di quello che ci aspetta nell’infinito del Regno di Dio.
E noi lo dimentichiamo facendo il gioco di coloro che nella materialità vedono la giustificazione alle loro sporche gesta: i demoni di questa terra, sapendo che moriranno nell’ultimo giorno perché esiliati dal Regno di Dio, li corrompono ogni giorno affinché li nascondano alla nostra consapevolezza dandogli la forza di corrompere quante più anime possibile semplicemente facendo vivere le persone nella finta consapevolezza di una sola dimensione materiale e finita.
La Chiesa stessa smentisce sé stessa definendoli come un concetto “astratto” o un “ideale malvagio”: chi è Legione che Gesù chiama per nome e scaccia se non un demone? I Vangeli vanno letti e non interpretati come si fa con l’antico testamento che è una metafora di concetti. Quindi basta il racconto senza spiegazioni per capire quanto sia fisico il male che colpisce coloro che scelgono di abbandonare Dio per rincorrere futili aspirazioni di arricchimento ai danni dei fratelli “Alla vista di Gesù gli si gettò ai piedi urlando e disse a gran voce: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo? Ti prego, non tormentarmi!». 29 Gesù infatti stava ordinando allo spirito immondo di uscire da quell'uomo. Molte volte infatti s'era impossessato di lui; allora lo legavano con catene e lo custodivano in ceppi, ma egli spezzava i legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti. 30 Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. 31 E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso.” (Luca 8, 28-31). Non c’è da avere paura con la consapevolezza che essi hanno potere solo su chi glielo concede: chi cerca la strada facile, il successo senza sforzo, il sopruso su chi meriterebbe gratificazione e il denaro fine a sé stesso troverà quasi conveniente l’incontro con uno di questi esseri che altro non sono che la disperazione personificata. Già conoscono la loro fine nell’ultimo giorno di questo mondo ed essendone consapevoli non se ne danno pace. Già vivono in terra l’inferno che aspetta chi ne vuole seguire l’esempio.
Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona.” (Matteo 6, 24) Se si concepisce il mondo come un qualcosa che comunque dobbiamo lasciare ogni nostra azione si potrà ergere sopra il fine materiale e inutile: nulla di ciò che è terreno verrà con noi. Altro dato incontrovertibile. Solo ciò che è spirituale ci segue: affetti, sentimenti ed emozioni. Loro sono ciò che vale la pena di essere vissuto. In ogni nostro ambito: famiglia, rapporto di coppia, amicizie e ogni quotidiano nella giornata.
A volte bastano pochi gesti per rendere una giornata diversa o arricchirla di sentimento: vinciamo la noia! La noia è il vero peccato per cui l’uomo muore. Quell’idea dell’insipido dove nulla sorprende più: le vedrete anche voi quelle persone per cui ogni azione è uguale a un’altra e ogni giornata paragonabile a quella prima. Cosa li governa? Il nulla perché tanto nel nulla sono condannati.
Non immaginate zoccoli, corna e pellicce di capra: il male si annida nella quotidiana superficialità dell’inesistenza oltre al materiale. Molti addirittura in alto nella Chiesa arrivano a negare l’esistenza di cose viste e fatte da Gesù: come potrebbe essere diversamente da chi arriva a falsare sé stesso per giustificare il suo arricchirsi in questa terra? Eppure il vangelo è lì: leggetelo e fatevi un’idea dell’esistenza o meno del trascendente.
Perché quindi appesantirsi a tal punto da non poter più permettere al nostro spirito di protrarsi verso l’Amore totalizzante e infinito di Dio. Quel Dio pronto a perdonare qualunque cosa lasciando indietro solo coloro che negano il perdono stesso. Ma possiamo farcela semplicemente capendo come il materiale è di questo mondo e in questo mondo lo lasceremo. Non una sola delle nostre buone azioni di coscienza sarà vana o dimenticata. Il resto del nostro bagaglio materiale qui rimane e qui muore. Non fa nemmeno davvero parte di noi. Ricordiamo il pranzo o la festa per cui pranzavamo? Ricordiamo la bibita o la chiacchierata con l’amico? Ricordiamo la fisicità della persona o in realtà il sentimento che ci lega a lui?
In questo mondo siamo come dei e non lo capiamo: non siamo come Dio. Quello no, mai! Chi si crede Dio cade nell’abisso. Ma rispetto alla materialità noi siamo dei. E sì, tornando all’inizio di tutto, siamo anche di passaggio.  Non ha fatto né filosofia né teologia ma era figlia del suo tempo mia nonna. Tempo in cui ancora le persone avevano ben chiari questi concetti anche solo nel semplice “Magnificat” che si recita ancora adesso e che inizia dicendo “L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”.
Loro che noi pensiamo fossero meno istruiti di noi oggi che godiamo di scuole superiori e università conoscevano concetti che noi oggi ignoriamo: la mia disamina tra spirito e anima non è campata per aria e una volta chiunque la conosceva grazie a una semplice preghiera. Dai tempi di Maria viene recitata.
E forse anche l’inizio di tutto questo scritto è antico come quella preghiera. Nella sua semplicità non va mai dimenticato quello che qui è il senso: noi qui siamo solo di passaggio. Tutti, nessuno escluso. Amen
Luca Zecca

Batteria e alimentatore non sono in garanzia?

La batteria e l'alimentatore non rientrano normalmente nei due anni di garanzia di cui gode il telefono cellulare: questo perché sono parti soggette ad usura e in qualche modo liberamente sostituibili dall'utente. La legge permette al produttore di limitarne la garanzia che di solito è quasi per tutti di 6 mesi.

Ma c'è un'eccezione ormai sempre più diffusa da iPhone, galaxy S, Sony z e altri: la batteria integrata non removibile!

Proprio perché non accessibile all'utente ed essendo parte integrante dello smartphone GODE DI 2 ANNI DI BATTERIA.

Quando acquistate un telefono valutate sempre il fatto che non potrete sostituire voi la batteria quando usurata semplicemente acquistandone un altra ma che però per due anni sarete totalmente coperti e tranquilli con la sola garanzia di legge. 

martedì 30 maggio 2017

Soluzione problema pagamento contactless con chip NFC

Se come me ti trovi una carta di credito o bancomat che non funziona quando tenti di usarla in modalità contactless la soluzione potebbe essere semplicissima se non l'hai mai usata con il PIN/Firma: Devi usarla una volta con il chip prima di tentare di usarla contactless!

Il problema si genera quasi solo con i Bancomat perché hanno due circuiti di pagamento (di solito BANCOMAT/MAESTRO) ma in modalità con inserimento del chip tendiamo a usare sempre il circuito Bancomat non sbloccando così mai il circuito Maestro che viene usato anche dal chip Nfc.

La soluzione è semplice: nel primo negozio in cui pagate usate la carta inserendola nel POS ma chiedendo gentilmente di poter pagare usando MAESTRO così dalla volta dopo vedrete che funzionerà perfettamente anche il Contactless.

So che è un sistema usato da quasi tutte le banche come sicurezza per il cliente ma che quasi mai viene spiegato. Consividete sui social se vi è piaciuto l'articolo per aiutare altri vostri amici!

giovedì 11 maggio 2017

Tre consigli per scegliere la fotocamera giusta


Ho pubblicato un video sul canale Youtube del blog che vi metto qui sotto in cui spiego tre semplici caratteristiche da tenere in considerazione quando acquistate una fotocamera per voi o per fare un regalo che venga apprezzato.

Sono tre in sintesi:

-          Apertura del diaframma: sono due valori che indicano il minimo e il massimo dell’apertura, più quello alto è alto più si chiude e più quello basso è passo e più si apre. Ovviamente più si apre e maggiore sarà la quantità di luce che entrerà permettendo alle foto di essere belle e luminose in qualunque situazione (principio che vale anche per gli smartphone anche se in maniera diversa)

Clicca per ingrandire
-          Millimetri dell’obiettivo: più sono alti e più l’obiettivo sporge permettendo di ingrandire maggiormente il soggetto; il valore minimo è utile se basso quando si devono fare foto ampie a paesaggi o gruppi di persone per esempio

-          Batterie: se una batteria al litio del costruttore sicuramente con una carica potrete fare un numero maggiore di foto ma attenzione perché ci sono due contro! Se la dovete cambiare dovrete cercare proprio quella e se siete in giro e la scaricate non potrete usare due semplici stilo acquistate in qualunque bottega.

Se avete dei dubbi o delle curiosità fatevi sentire nei commenti e non dimenticate mai di condividere sui social gli articoli e i video che vi sono piaciuti: ci piace sentirci soddisfatti del nostro lavoro e la soddisfazione la date voi con il vostro continuo apprezzamento! Grazie perché siete tantissimi!

Luca Zecca

COME PROMESSO PER I CURIOSI: Cosa vuol dire il valore di “ZOOM” 2x, 4x etc?

Non vuol dire niente da un punto di vista di quanto la foto è ingrandita perché esprime semplicemente il rapporto tra il valore minimo e quello massimo in millimetri dell’obiettivo. Esempio del video: quella nikon ha un’ottica “4-20 millimetri” e uno zoom dichiarato “5x”. Provate a fare il numero massimo dei millimetri diviso il numero minimo?

Visto?

Prendete la vostra macchina fotografica e dividete il numero massimo dei millimetri per il numero minimo e vedrete che “LO ZOOM” è tutta una trovata commerciale (un teleobiettivo fisso da 500 millimetri non ha “ZOOM” non avendo un valore minimo per cui essere diviso ma ingrandisce parecchio più di una compatta!)

sabato 6 maggio 2017

Xiaomi Mi band impossibile accedere a MiFit

Se come me avete riscontrato il problema che dopo la registrazione nell'app non vi lascia fare login non disperate e non create più account: aspettate semplicemente dopo la creazione una giornata prima di entrare!

Probabilmente i server devono "caricare" i nuovi account e fino a quel momento l'applicazione non riesce a fare login per lasciare accedere.

Luca Zecca

giovedì 4 maggio 2017

WhatsApp non funziona come risolvere

Purtroppo non c'è una soluzione perchè nella nottata del 3/4 maggio ancora risulta essere out l'applicazione di messaggistica più usata al mondo.

I server sembrano essere "down", cioè fuori servizio, e molti utenti al mondo non possono fare o ricevere chiamate e messaggi.

Rimaniamo in attesa di una soluzione.

Luca Zecca

venerdì 3 marzo 2017

Andare a vivere da soli a 27 anni: la felicità dell'essere autonomi

Questo post è un po' un seguito di quanto raccontato in "Andare a vivere da soli a 21 anni?" con la differenza che anni fa c'era il punto interrogativo mentre oggi non c'è più.
Non c'è perché questi anni mi hanno insegnato fondamentalmente che la libertà non ha un prezzo se non quello di renderci sicuramente più maturi, autonomi e fondamentalmente in grado di capire la vita con una consapevolezza che lo "scrigno" della propria famiglia d'origine non può permetterci di avere.
Dopo essere andato a vivere da solo feci la scelta di intraprendere una convivenza con una ragazza che ha poi tradito prima che me stesso la mia fiducia e ciò che ero nella mia essenza. Mi sono lasciato ingannare e se anche la mia vita non era quella che conducevo a casa con i miei genitori di fatto si erano innescati modi d'essere simili. Insomma: ti rende più libero che con i tuoi ma CONVIVERE NON È COME VIVERE DA SOLI.
Andato via di casa, siccome mi mancava qualche mese alla fine delle rate con la banca (ricordate l'altro post? I finanziamenti sono come persecuzioni), ho deciso di comprare una cameretta per arredare una stanza dai miei in attesa di tornare indipendente.

lunedì 27 febbraio 2017

Come ho perso 34 Kg solo con dieta e sport senza intrugli o sostanze varie

Io a 104 Kg sopra e a 78 sotto
Ci ho messo mesi a iniziare a scrivere questo articolo perché a bloccarmi era il fatto che non sentissi nulla di eccezionale in quello che ho fatto (tra l’altro colgo l’occasione per dire che non sono un medico, non do consigli medici e quello che fate è responsabilità vostra). Semplicemente un bel giorno dalla dottoressa mi è venuto in mente di farmi pesare e quello che vidi sulla bilancia non ero io. Non era l’io che immaginavo e che mi ero sempre inconsciamente rifiutato di vedere. Erano 104 Kg di un Luca che mi era sconosciuto.
Il quintale. Mi rimase impressa quella parola. Avevo raggiunto e superato il quintale.
"Il quintale si usa per la carne, la sabbia, la calce; ma non per il peso delle persone!" No dai una persona di 1,77 centimetri di altezza non può umanamente pesare un quintale salvo sia tutto un unico pezzo di muscolo!
La decisione fu quindi una, drastica, impegnativa e irrevocabile: dovevo perdere peso.
Punto e basta. Io sono così. Obiettivi semplici e facilmente comprensibili dall’IO (un bambino molto capriccioso che vuole fare sempre di testa sua e che se ha anche la scusa di non capire quello che deve fare non si ferma più). Sono anche tenace. Essì chi ha voluto sperimentare il “chi la dura la vince” con me ha sempre perso. Non mollo. Mai. Sono implacabile.
Non era sicuramente la mia materia la “dietologia” ma l’ho studiata. Eccome. Siti internet, blog, forum, consigli, trasmissioni, riviste e ogni forma di comunicazione in cui si affrontasse l’argomento metabolismo, corpo, cibo e assimilazione.
Ho studiato per bene cosa siano carboidrati, proteine e grassi ma soprattutto come vengano usati e gestiti dal nostro corpo. Mi sono studiato per bene come funziona il metabolismo e mi sono anche fatto delle mie teorie su come il corpo reagisca alla privazione del cibo.
Se siete arrivati fino a qua siete interessati a capire come il ragazzo in alto della foto sia diventato il secondo…  bene, che  il viaggio abbia inizio!
Allora prima di tutto partiamo dal presupposto che se togliete Kcal (che sono un po’ come i litri di benzina con cui si calcola il consumo di un motore) il corpo che non è stupido andrà in una specie di stato di protezione: sentendo che inizia un periodo di “carestia” inizia ad abbassare il metabolismo per consumare di meno a riposo e cerca di immagazzinare tutto quello che si mangia.
E’ quindi importantissimo non essere altalenanti quando si inizia la dieta calando le Kcal ma essere metodici senza se e senza ma. Le prime due settimane non si sgarra. Mai. Nelle due settimane successive (3^ e 4^ di dieta, per intenderci) si sgarra un pasto e non lo si compensa: avete mangiato pizza e dolce con gli amici? Ok il giorno dopo dieta come sempre e non si salta un pasto che sia uno!
Io al traguardo dei -14 Kg sotto e dei -30 Kg sopra
Ecco che qui inizia la mia personalissima teoria: il nostro corpo frutto di millenni di adattamento come raccoglitori/cacciatori (spesso di carogne, dove essere veloci e violenti rispetto agli altri approfittatori è fondamentale) passata una prima fase in cui si accorge che le Kcal sono calate e si mette in protezione arriva in una fase dove innesca un vero e proprio “volano”.  Inizia cioè a capire che la mancanza di Kcal e di peso è fondamentale per poter essere più veloci, combattivi e quindi efficaci nella ricerca del cibo e quindi delle agognate Kcal. Se noi saremo bravi a passare il primo mese insomma a quel punto sarà il nostro corpo ad aiutarci nel perdere peso. E per far questo è importante capire fin da subito che non si può solo calare il cibo: va aumentata l’attività sportiva! Non si può pensare di dimagrire da sedentari: la bicicletta è ottima per chi deve perdere molto peso e non vuole affaticare le articolazioni (anch’io ho impostato tutto su bici, passeggiate ed escursioni senza corsa!). Anche fare esercizi come addominali, flessioni e qualche estensione con un peso da 7 Kg è importante per rassodare e tonificare durante la perdita di peso (da anche soddisfazione arrivare ad avere qualche muscolo un poco definito).
Ma arriviamo al dunque: come si mangia?
Allora è importante tenere come assetto generale l’idea che la mattina si mangia una porzione minore di carboidrati, a pranzo la porzione maggiore e a cena poco/niente. I grassi vanno distribuiti in maniera omogenea e le proteine vanno tenute per il dopo attività sportiva/cena.
Il primo passo è stato eliminare completamente la dolcificazione: no zucchero in niente. Punto e basta. Ti cambia il palato e nel giro di un paio di settimane senti talmente tanti gusti e aromi in più che ti chiedi perché non l’hai fatto prima. Idem nella quotidianità per tutte le salse e salsine ketchup, barbecue etc.
Chiari di questo la MIA dieta (e ribadisco, non sto dando consigli medici e non sono un medico. Leggetela come una storia e fate come vi pare perché non sono responsabile della salute di nessuno) nel primo mese si è composta di:
-          COLAZIONE: 4 fette biscottate integrali, un monoporzione di marmellata
Io a quota 72 Kg: credete in voi senza usare schifezze 
da spalmare, un Actimel e una tazzina molto abbondante di caffè macchiato (poco meno di un cappuccino) sempre sottointeso senza zucchero
-          PRANZO: 2 barrette muesli tipo “Special K” (qui datevi un premio, dai siete bravi, non carcerati, io facevo: 1 ai frutti rossi + una al cioccolato) e 2 buste monoporzione di frutta (ci sono anche in vasetti, sempre da 100g senza conservanti o zuccheri aggiunti. Meglio se bio);
-          MERENDA: se era nei tre giorni (un giorno sì e uno no bicicletta, sabato e domenica stop) di bici o una banana o delle proteine come sgombro o tonno assolutamente non in olio;
-          CENA: sbizzarritevi! Assolutamente no frutta (al limite un arancio o 3 mandarini o 4 noci o 2/3 mandorle) ma tanta verdura di qualunque tipo vi piaccia (broccoli, cavolfiori, insalata, carote, melanzane, etc. basta NO PATATA) e una proteina. Una sera uova, un’altra anche affettato (perché no magari un bel carpaccio di bresaola?!),  una bistecca, un petto di pollo. Il tutto poco condito e cucinato usando pochissimi grassi aggiunti
Superato il primo mese nel secondo il pranzo è diventato insalata + pane integrale, insalata + cornetto integrale, insalata + focaccia e a volte anche un pezzetto piccolo di pizza. Ma sempre tutti i santi giorni insalata (chiedete ai miei colleghi…) per settimane con la stessa colazione e la stessa cena varia.
In caso di attività anche a metà mattina si può aggiungere tranquillamente una merenda: occhio con le Kcal. State sulle 1600 e calerete senza traumatizzare l’organismo!
Qui ormai la mentalità è cambiata: mantengo il peso senza problemi
Da bere bandite tutte le bibite non solo gassate ma zuccherate in generale (solo adesso dopo mesi mi concedo a tavola acqua + in dito di coca cola zero)  e va preferita l’acqua NATURALE o LISCIA. La poco frizzante ricominciate a berla solo al 5/6 mese e la gassata vera e propria mai più. Vedrete come starete meglio.
Capitolo merendine: non sono il demonio. Una a volte che male può fare? Ma assolutamente non devono essere la regola. Ma nemmeno lontanamente devono esserlo. A colazione ad esempio: perché rinunciare alle fette integrali che sono perfette come nutrienti e fibre in favore magari di un plum-cake? Ma per piacere!
Idem gli snack: al cinema perché non prendersi un popcorn? L’importante è che sia un premio. Quella cosa una volta ogni tanto. Come il cioccolatino o il dolce.
Importantissimo non saltare mai un pasto solo perché una sera ci si è lasciati andare con gli amici (una sera o un pranzo a settimana durante i primi mesi, non di più e per nessuna ragione! Alternative per mangiare leggero anche fuori di casa ci sono non chiudiamo gli occhi): si chiama pasto libero e non si compensa mai.
Che si può compensare è quando gli impegni a cena fuori sono programmati: se questa sera si esce a mangiare la pizza per festeggiare un amico inutile mangiare pasta a pranzo. Meglio una bella insalata con tonno e mozzarella senza nemmeno accompagnarla con del pane. Carboidrati se ne mangeranno sicuramente già tanti la sera e nel giorno già ne abbiamo dalla colazione. Il corpo sa cosa fare: non sottovalutiamolo mai!
E questo è il punto: NON SOTTOVALUTIAMOCI MAI!
Non rimandiamo la benedetta dieta a domani. Non interrompiamo la dieta oggi.
La “dieta”, il mangiar bene come lo chiamo io è una cosa che ci accompagna per tutta la vita.
Sentirsi sazi senza sentirsi pieni, in salute con leggerezza senza flatulenze e continui gorgoglii, andare in bagno regolari e non dover sempre essere i più lenti, i più affannati e i più sudati.
La natura ci ha resi grassi? E no… salvo casi rari (e tu che leggi non lo sei, punto. Mettiti il cuore in pace) tutti gli altri come ho fatto io grassi ci sono diventati. Come?
Mangiando male e troppo!
Dentro sei sempre tu: la "carrozzeria" però è nuova!
Questa vuole essere la mia testimonianza su cosa ho fatto e sto facendo per sentirmi bene.
Di come sono andato in bici a maggio per la prima volta percorrendo 27 Km in 2h e 16 minuti per arrivare a percorrere ad agosto 51 Km in 2h e 18 minuti (non sto scherzando, dati RUNTASTIC!!!).
Di come sono passato in 8 mesi da 104 Kg a 70 Kg.
Di come mi sembra di essere rinato in una nuova vita dove le cose dipendono da me e dalla mia capacità/risolutezza e non più dal mio peso che non mi permette di andare da nessuna parte.
Non sono un medico, non posso dare consigli che vadano oltre il mio caso personale e non voglio che li seguiate perché non posso esservi responsabile. Voglio solo essere uno spunto. Quell’articolo letto e non ascoltato che però magari fra un po’ vi farà pensare “Ehi ma cavolo quello ce l’ha fatta: perché io non dovrei?”
Sì, infatti, lo chiedo io: perché non si dovrebbe?
Se la mia storia ti è piaciuta condividila suo social con il tasto sotto. Grazie!!!!!!!
Luca Zecca

Frittata Philadelphia e patate


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Ingredienti (per 2 persone):

3 uova
1 patata
Grana Padano
Philadelphia classico
sale e pepe




Mettete a sobbollire un poco di acqua (il giusto per cuocere la patata) e intanto iniziate a sbucciare e poi tagliare la patata in listarelle o tocchetti piccoli(dovete immaginarle abbastanza grandi da farsi sentire ma sufficientemente piccole da farsi amalgamare: seguite pure le vostre preferenze!).
Gettate la patata tagliata nell’acqua dopo averla salata e attendete che inizi a cuocere: mi raccomando i pezzi di patata non devono diventare stracotti ma rimanere ben sodi!
Mettete in un bicchiere o in una ciotola il Philadelphia e scaldatelo a 90w in forno a microonde per 5/7 minuti: in alternativa fatelo sciogliere a bagnomaria.
Mentre aspettate il Philadelphia e la cottura della patata preparate le uova in una terrina e se volete iniziate a montarle insieme a un cucchiaio abbondante di Grana Padano, sale e pepe aiutandovi con una frusta (io ne uso una a mano perché lo sbattitore elettrico è quasi più difficile da usare per questo tipo di lavorazione).
La frittata ben cotta
Aggiungete a quel punto il Philadelphia ben sciolto/ammorbidito e continuate a lavorare con la frusta finché sarà ben amalgamato nel composto.
Se state facendo solo questa preparazione i tempi saranno corretti per iniziare a scaldare sul fuoco (manopola al massimo) la padella in cui andrete a cuocere la frittata cospargendola prima di un filo d’olio e intanto la patata sarà arrivata al punto corretto di cottura. Scolatela ed eventualmente raffrescate i pezzi con un po’ di acqua fredda corrente e aggiungeteli poi al composto montando ancora con la frusta così da amalgamarle per bene.

Tutto è pronto e potete versare in padella e poi coprire con un coperchio ricordandovi di abbassare al minimo la fiamma.
Lasciate andare e dopo 5/10 minuti controllate con una paletta se la frittata è arrivata al punto che “si lascia girare”. Se sì giratela e terminate la cottura (ci vorranno non più di 2 minuti mettendo a fuoco medio la manopola del gas).
La vostra frittata sarà a quel punto pronta per essere impiattata e gustata!

Luca Zecca

domenica 26 febbraio 2017

Pasta mantecata con Philadelphia e coppa saltata alla birra

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Ingredienti (per 1 persona):

100g di mezze penne rigate

Philadelphia classico
gelatina di Birra
2 fette di coppa
sale e pepe



Prima di iniziare la preparazione togliete pure dal frigo gli ingredienti e soprattutto il Philadelphia così che inizi ad ammorbidirsi.

Si comincia facendo bollire l'acqua per la pasta e quando è quasi pronta per buttarci la pasta iniziate a scaldare una padella medio piccola e preparatevi tutti gli ingredienti per il condimento.
Salate l'acqua ricordandovi dopo aver mescolato di togliere una tazza d'acqua che ci servirà dopo e buttate pure le mezze penne.

A questo punto nella padella calda buttate le fette di coppa e iniziate a saltarle fino a quando non iniziano a imbrunire. A quel punto aggiungete un buon cucchiaino di gelatina di birra (molto dipende da quanto è preparata concentrata, lì dovrà essere il vostro palato a guidarvi: la mia era bella saporita) e continuate a saltare fino a che la coppa non sarà ben caramellizzata.
Aggiungete ora nella padella il Philadelphia e sopra 1/3 della tazza d'acqua salata bollente che avevate tolto: aiuterà il Philadelphia a sciogliersi velocemente senza però attaccare.

Assaggiate la pasta e scolatela appena arriva a mancargli un minuto circa dall'essere al dente (è la base del principio della "mantecatura": la pasta deve tirare il sugo e non deve mischiarsi come in un miscuglio senza senso) e a quel punto buttatela nella padella.

Aggiungete 1/3 ancora di acqua e un altro cucchiaio di gelatina di birra più sale e pepe a piacere.
Mantecate il tutto fino al punto giusto di cottura e servite.


Buon appetito!
Luca Zecca

Dovete scusarmi ma l'impiattamento è quello del povero
commesso che la sera prima si prepara
il pranzo da portare al lavoro

lunedì 20 febbraio 2017

Blocco continuo app facebook per Apple

Avete un iPad o un iPhone e facebook si blocca continuamente?
Va in crash e l'applicazione si chiude dopo circa 10 secondi che si è avviata dopo che l'avete aperta?
Non è colpa del vostro dispositivo ma dell'ultimo aggiornamento che l'ha resa instabile (colpa della nuova story in alto?).
Possiamo solo aspettare che venga aggiornata al più presto.

giovedì 26 gennaio 2017

Disattivare con tre click le notifiche di instagram


Instagram da quando ha aggiunto la possibilità di fare video in diretta è un bombardamento continuo sul cellulare con notifiche di gente che non ha meglio da fare che registrarsi mentre fa di tutto.


Toglierle però è più semplice di quanto si può immaginare!

Con la mia videoguida tra l'altro si disattiva solo la notifica dei video in diretta e non le altre (troppo facile come suggerisce qualcuno disattivare totalmente le notifiche dell'applicazione!).

In 37 secondi di video vi spiego tutto: BUONA VISIONE E RICORDATEVI DI CONDIVIDERE SUI SOCIAL SE VI E' STATO UTILE!