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sabato 30 aprile 2016

Il più grande agente della vita: noi

Laghi di Novate e di Como
Passiamo i nostri giorni credendo a volte che ciò che ci succede possa essere frutto del caos o di un disegno superiore, come se le nostre azioni non fossero frutto della nostra libertà di scegliere.
Questo concetto semplice permette a molte coscienze di sollevarsi dalle colpe quotidiane e dalle cattive azioni: "la vita è ingiusta e io come posso non esserlo?". Bene, io non credo sia così. Tolto il resto, fatto da osservatori o al massimo "influenzatori", sono fermamente convinto che nelle nostre vite siano solo due gli agenti: noi e la morte.
Sulla seconda c'è ben poco da dire visto che oltre a non conoscerla non la possiamo prevedere. La possiamo e la dobbiamo trattare come una nostra pari (una "sorella", come nel Cantico delle Creature di San Francesco), senza una connotazione negativa e senza inutili fatalismi. In sostanza obbliga le cose ad andare avanti senza se e senza ma, obbliga a muoversi anche quelle pedine che se no rimarrebbero ferme e mescola le carte di un mazzo che altrimenti rischierebbe di essere noiosamente prevedibile. E al primo posto ci siamo noi.
Inutile cercare cause allo scarso successo, alle continue incomprensioni o accampare scuse al fatto che niente migliora: prima dobbiamo guardarci allo specchio e lì troviamo la causa di tutto. Se non capiamo che noi siamo il motore del nostro cambiamento e gli artefici del nostro successo non possiamo recriminare alla vita di non darci le occasioni, a Dio di non "aiutarci" e alla sorte di non tirarci addosso felicità e successo.
Quando le cose sembrano andare solo male e la nostra vita sembra chiudersi verso un vicolo cieco, dobbiamo aprire gli occhi davanti al fatto che la forza del cambiamento è in noi e che noi siamo i più grandi agenti delle nostre vite.

@Tosevita

venerdì 15 aprile 2016

Cosa c'è nascosto sotto le teste dell'Isola di Pasqua?

Buongiorno,

molti di voi conosceranno le famose e misteriose "teste" che riempiono (quasi letteralmente, sono tantissime!) l'Isola di Pasqua.

I "Moai" (il nome delle statue-teste) da sempre affascinano storici e curiosi perché non è mai stato chiarito del tutto il motivo della loro costruzione (religioso? rituale?) e i soggetti che raffigurano (divinità? personaggi "pubblici"?) .

Adesso però grazie a recenti scavi si è anche scoperto che sottoterra è sepolto un corpo per ogni testa! E' incredibile dalle immagini dei ritrovamenti vedere come la testa non fosse la statua ma solo la parte di un'opera ancora più grande e sepolta.

Il mistero cresce ma senza più nessuno che tramanda la tradizione orale rischia di rimanere assolutamente irrisolto fino alla fine dei tempi.... che venga finalmente trovato uno scritto durante qualche scavo?

Sembra essere l'unica speranza per dare delle risposte a tante domande. Dovrà essere traducibile però se ritrovato, altrimenti, saranno altri misteri sui misteri!

Buona giornata,
Luca Zecca