OCCASIONI per i visitatori:



-----> LINK UTILI <-----

La nostra PAGINA FACEBOOK
La mia pagina su PENSIERI e PAROLE.it
Il mio album su FLICKR

domenica 2 marzo 2014

J'Accuse! Voi in coscienza credete sia giusto sfregarsi via, buttare a terra e calpestare nostro Signore?

Cristo consacra l'eucaristia
Juan de Juanes, Valencia
Oggi ho assistito all'ultimo atto di un iter dissacrante e deprimente da cui è nato il moto interiore di dover scrivere questo testo; non solo praticamente tutti i fedeli alla Santa Messa toccavano nostro Signore con le mani (lavate prima di uscire? Non lavate? Spargendo pezzi a terra?) ma addirittura il celebrante non ha predisposto i piatti ai chierichetti così che potessero come di consueto intercettare eventuali frammenti prima che cadessero a terra mentre l'Eucarestia veniva data al fedele.

Mi fa sorridere dover sottolineare io, ragazzo ben ignorante sul mondo che cerca solo di studiarsi il perché le cose non vengano fatte in un certo modo, queste cose a sorelle e fratelli con anche 50 o 60 anni più di me; evidentemente però la non conoscenza dei motivi dottrinali di certi insegnamenti li ha portati ad abbandonarli al primo accenno di possibilità; d'altronde perché ricevere imbarazzati direttamente l'Eucarestia quando posso prendermela in mano come un Cracker o una fetta biscottata (marmellatine e miele monouso in dirittura di arrivo tra i banchi?)?
Ma noi, tutti noi, non siamo esenti da colpa perché l'ignoranza non è giustificata, qui infatti si parla di fede; mia nonna Rita mi insegnò dei comportamenti da tenere in chiesa (genuflettermi, guardare verso il cenacolo in cui vi è il Signore, non toccare mai il Corpo di Cristo con le mani e possibilmente farlo sciogliere sul palato mentre lo si prega) che posso ben pensare gli furono insegnati da sua nonna, e a sua nonna da sua nonna prima di lei e ancora prima chissà per quanti lustri e secoli. E dopo tutta questa tradizione e “maniera di fare” perché nel giro di un nulla tutto è cambiato?

Partiamo da un presupposto di fede (chi pensa di non credere legga comunque, vedrà nella fede quanta razionalità c'è), durante la benedizione il pane si fa nostro Signore ed Egli vi è presente in CORPO, SANGUE, ANIMA E DIVINITÀ. Noi, fratelli miei, tocchiamo con il nostro palato la Divinità di Cristo risorto quando ci accingiamo all'eucarestia; e con tanta facilità pensate di toccarla con le mani?
A questo aggiungiamo un altro concetto dottrinale: IL PANE SPEZZATO IN OGNI INFINITESIMA PARTE MANTIENE IN SE' LE CARATTERISTICHE DI QUANDO ERA INTEGRO. Ciò vuol dire che ogni infinitesima particella di quel pane che toccate con le mani contiene ancora in sé Nostro Signore. Voi in coscienza credete sia giusto sfregarsi via, buttare a terra e calpestare nostro Signore?

GUARDATEVI IN VOI E DATEVI UNA RISPOSTA, poi proseguite pure a leggere.


Capite bene ora il perché all'interno del rito che tutti noi conosciamo sono presenti dei gesti e degli strumenti ben definiti. Da quel che si trova sull'Altare allo strumento che nessuno di noi non può non collegare all'eucarestia: il PIATTELLO.
Esso viene (o almeno, vista l'esperienza di oggi, dovrebbe essere) tenuto sotto il fedele cosicché se dovessero cadere briciole del Corpo di Cristo (o per sciagura un'intera ostia stessa) queste a fine distribuzione potranno essere riposte e non come qualcuno può pensare, gettate o strofinate a terra.

Tutto questo si è distorto a quanto pare per permettere ai nostri fratelli Protestanti di avvicinarsi ai nostri riti cattolici (i protestanti non credono nell'eucarestia come Sacramento ma come mera ritualità -si inscena quella che fu l'ultima cena-, e quindi già erano abituati a trattare così il Corpo di nostro Signore).
Giustamente (ironico) tutti hanno pensato bene di lavarsene le mani e quindi via di banchetti in cui ognuno prende con le mani la sua porzione di Carne di Cristo, con il benestare, e questo è grave, del sacerdote.

Perché se capisco la mia ignoranza e quella dei fratelli, davvero non mi capacito del perché di questo da parte di chi passa anni in seminario e poi prosegue nello studio teologico. Come si può poi arringare contro i fedeli che seguono la Santa Messa come un teatro e non sono convinti del tutto nemmeno del perché si perda tempo in tanti formalismi?

Potrei scrivere facciate intere sull'argomento ma qui mi fermo perché credo di aver centrato il punto. Al giorno d'oggi c'è internet e le biblioteche non mancano, chi vuole, quindi, da oggi potrà informarsi su questo argomento e decidere se continuare con questa pratica o tornare a quello che non era cieco rigore ma un giusto modo di operare per sé stessi e davanti a Dio.

Signore nostro che ogni giorno la società nasconde sotto il tappeto credendo nel materialismo individualista, vogliamo metterci anche noi fedeli a nasconderlo sotto il banco nella sua Casa con un calcetto perché caduto in terra?

Questo scritto io lo rivolgo ai fratelli perché si informino, e in coscienza, decidano; ma sopratutto ai sacerdoti: perché non gridate contro tutto questo? Perché non vi assumente la responsabilità di bandire questa barbarie?

Perché non avete mai un attimo di tempo per far aprire a tutti gli occhi sul delitto che ogni giorno si copie davanti all'altare?

Luca @Tosevita
Un fedele – un nessuno



p.s. A chi voule informarsi Don Giorgio Maffei ha scritto un articolo più che completo; direi eccezionale: http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/il%20sacrilegio%20della%20comunione%20sulle%20mani.htm
Posta un commento