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domenica 9 gennaio 2011

Ultimatum alla terra... sveglia gente!

Buonasera,
una teoria che condivido descrive come alla fin fine l'uomo può sì influenzare il pianeta, ma sicuramente non distruggerlo.... come tante formichine su una montagnetta di terra ci muoviamo a destra e sinistra, costruendo dighe, centrali, discariche e grattaceli; modificando ciò che ci sta attorno come più ci piace e senza curarci troppo delle conseguenze. Ammettiamo che in Africa migliaia di bambini muoiano di fame perché le terre produttive, al posto di essere coltivate per mantenere la popolazione, sono usate per piantare cotone, cacao e caffè. Ammettiamo che la Foresta Vergine venga tagliata giornalmente, che i mari vengano inquinati, i pesci indiscriminatamente pescati, le balene uccise, le foche trucidate, i cani ammassati in gabbie, le galline allevate in gabbiette e spremute come uva, la mucche alimentate con farine "animali", i maiali "impilati" l'uno sopra l'altro, le aragoste fino a poco tempo fa bollite vive, i fiumi incanalati, le montagne trivellate, le pianure essiccate dall'iperfertilizzazione, gli uomini più umili umiliati e massacrati con lavori che li umilino ancora di più e via continuando con una macchinazione di questa società "moderna" che ci porterà tutti a una conseguenza inevitabile. Il collasso.


Ma quale sarà la conseguenza? Riallacciandomi alla teoria iniziale per tale corrente di pensiero noi saremo distrutti dalla terra stessa. Ella ci scrollerà di dosso come un cane quando si sbatte per asciugarsi. Avete in mente la classica immagine del cane Beethoven nel letto? Ecco, il tutto meno bavoso, ma molto più drammatico. E poi?


E poi la terra continuerà a vivere per altri milioni di anni come ha sempre fatto. Di noi nemmeno il ricordo.


D'altronde, la prima cosa che mi è stata insegnata dei parassiti è che essi sono "bravi" quando vivono facendo vivere chi li ospita; se invece lo uccidono, il tutto va a loro sfavore, morendo anch'essi di conseguenza.


Noi, purtroppo, non siamo più dei bravi parassiti. Stiamo uccidendo questa terra e i suoi figli con la stessa arroganza con cui i saggi fecero crocifiggere Nostro Signore.


Abbiamo una capacità (non come singoli, ma come specie) di uccidere ciò che ci da la vita che è orribilmente fantastica.


E non solo ci rendiamo benissimo conto di ciò che accade, abbiamo l'aggravante che non facciamo niente.


Tutti presi dal lavoro, dallo studio e dai nostri affari.... quando la terra inizierà a scrollarci poi cosa faremo?




Dall'altra infatti, come teorie "ecologiche", ci sono coloro che credono che porteremo il pianeta sul baratro... no, lo porteremo a eliminarci, ma sul baratro non ci finirà. Speci ben più semplici di noi si adatteranno a qualunque mondo creeremo. E lo stesso mondo che con la nostra stoltezza creeremo (sia esso un mondo semi desertico o sepolto sotto la neve di una nuova era glaciale) sarà la casa di nuove specie, oltre ad essere la nostra tomba.


Non vogliamo capire che se da un lato i mutamenti climatici sono naturalmente inevitabili (le ere e i climi si alternano come le stagioni e così dopo periodi secchi arrivano periodi umidi e periodi glaciali) vero è che accelerare il tutto non gioca a nostro favore.


Terremoti, maremoti, piogge acide e uragani sono solo quattro fenomeni che rischiano di distruggere interi paesi come castelli di carte spazzati dal vento e portati lontano.




Gli uccelli che piovono dal cielo e i pesci che saltano fuori dai fiumi, stecchiti, non sono niente di rassicurante. Chi ci assicura che per l'ennesima volta i governi non ci racconteranno un sacco di frottole?


Dovremo ancora aspettare Wikileaks per sapere cosa li ha uccisi?


Già mi immagino i titoli dei giornali "Nuove rivelazioni da Wikileaks: Ecco perché piovono uccelli e muoiono pesci" oppure "Assange: Su wikileaks i dossier ambientali dei governi. Gli uccelli morivano per l'inquinamento atmosferico degli aerei e i pesci per gli agenti inquinanti rilasciati dalle industrie".


Moriremo, questo è inevitabile. Tutti. Belli, brutti, ricchi, poveri, alti, bassi, intelligenti, stupidi, ignoranti e facoltosi. Tutti.


Ma perché morire sapendo di essere noi la causa dei tumori che prendiamo, delle allergie che ci tormentano e delle dermatiti che non ci fanno dormire.


Perché l'inevitabile voglia di mantenere una vita chiaramente insostenibile da un punto di vista ambientale ci porta a ucciderci?


Forse gli alieni non esistono... forse effettivamente in un universo così grande non esistono altre forme di vita. Io non credo, mi sembra improbabile che non esistano almeno un paio di pianeti come il nostro.


Forse dunque un ultimatum al genere umano non arriverà da una razza aliena, né da un rappresentante di più civiltà aliene, ma sicuramente l'ultimatum arriverà dal nostro pianeta stesso. Ci ha lasciati crescere, ci ha ospitati. Se credete come me nulla è successo per caso e Dio Padre ha fatto in modo che fosse bello e ospitale per noi. Se non credete siamo dunque stati fortunati che nei giochi casuali del fato un pianeta così adatto alla vita ci è capitato sotto i piedi (che forse prima erano pinne o zoccoli, ormai, chissà, cosa eravamo nei giochi fanta-evolutivi). Sta di fatto che sarebbe davvero un peccato perderlo.


Combattiamo e litighiamo per un posto al cinema, sul pullman o per un parcheggio, MA SARA' MAI POSSIBILE CHE NON RIUSCIAMO A COMBATTERE PER IL PIANETA PIU' BELLO E OSPITALE DELLA VIA LATTEA???


Possibile che per inutili beni superflui lasciamo che venga distrutto e ferito giorno dopo giorno...


"LA TERRA NON L'ABBIAMO AVUTA IN EREDITA', MA L'ABBIAMO AVUTA IN PRESTITO DAI NOSTRI FIGLI" (proverbio dei nativi americani).


LA TERRA PIU' IN GENERALE "NON E' NOSTRA" (Klaatu nel film "Ultimatum alla Terra" risponde al Segretario di Stato USA che gli ha chiesto "Cosa è venuto a fare sul Nostro pianeta" dicendole "Perché il pianeta è vostro? No, il pianeta non è vostro).


E se lo vogliamo capire bene. Ma capire e poi non agire vuol dire essere come la roccia, dove il seme mette presto le radici ma non avendo terra secca nell'inoperosità senza mettere frutto; se vogliamo fare bene, dobbiamo sì comprenderlo, ma anche lottare nel quotidiano, nel nostro piccolo affinché questo pianeta continui a potersi dire CASA.


Boicottare i prodotti nocivi, anche usare "atti forti" contro le multinazionali che uccidono e inquinano depredando popoli e terre. Nazioni e animali. Fiumi e mari. Montagne e pianure.


A loro non interessa di noi, del pianeta o della natura. Solo del loro maledetto profitto e dei loro sporchi danari.


Dobbiamo avere la forza di reagire. Per rispetto nei confronti dei nostri antenati, per amore dei nostri figli e di chi verrà. Per amore della Terra che ci da così tanto e per amore in Dio che ce l'ha affidata.


Mettiamoci il nostro impegno e arriveremo all'ultimatum a testa alta, potendoci dire "ABITANTI" non la "A" maiuscola del pianeta.


Oppure, miseria e morte non ci daranno tregua. Purtroppo.




Sono sempre Luca Zecca, voce libera e indipendente.


Buona domenica sera amici miei che mi leggete, cordialmente,
Luca Zecca



p.s. Klaatu, Barada, Nikto!
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