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lunedì 24 gennaio 2011

Possiamo pretendere che chi ha privilegi decida di toglierseli? Che i politici si tolgano gli stipendi e i ricchi si tassino per il bene comune... Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 3,22-30

Buonasera,
dicono le scritture:
" Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni».
Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana?
Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;
se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi.
Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa.
In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno;
ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «E' posseduto da uno spirito immondo»." (un grazie a Vangelo del Giorno)


Allo stesso modo in cui satana non scaccia satana, possiamo pretendere che chi ha privilegi egoistici se li tolga? Che i politici emanino leggi contro loro stessi e chi come loro?

No, mai... o iniziamo a capire che dobbiamo fidarci di quei politici che sono tra la gente, che dalla gente arrivano e che per la gente lavorano, oppure se andremo avanti a votare partiti che scelgono trai loro ranghi affaristi il futuro sarà sempre tenebroso...

a voi poi scegliere chi votare!

Io la mia scelta l'ho fatta da un po' e non me ne pento, ritengo che il mio partito non difenda miei interessi egoistici ma miei interessi "giusti". Se per giusto intendiamo qualcosa che naturalmente in un mondo altrettanto "giusto" bisognerebbe avere senza combattere per appropiarsene.

Vivere la nostra quotidianità aspettando che qualcosa cambi da solo è inutile... la speranza è si molto forte se si accompagna ad azioni concrete, Gesù ci insegna questo. 

Gesù passò ritirato nel deserto 40 giorni ma poi andrò tra la gente che amava per aiutarla e predicare. 

Noi cosa facciamo? Vogliamo passare quaranta giorni in meditazione o tutta la vita perché è la strada più semplice, più percorribile?

A voi la scelta, ma prima di Dio, già la storia ci giudicherà. E il giudizio della storia, storicamente (consentitemi il gioco di parole), è assai severo verso le nazioni che hanno passivamente subito gli eventi.

Buona serata,
Luca Zecca
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