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sabato 22 gennaio 2011

Italia senza libertà di stampa e dove nessuno può dire e fare ciò che meglio crede? Naaaa

Buongiorno,







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Annozero: la rivincita di Libero, pubblicato il numero di Santoro
"Discrezione Zero: Santoro dà il cellulare del Cav. Questo è il suo..." così titola Libero questa mattina. Vendicato il premier.
articolo del 22 gennaio 11


E' diventata la guerra dei numeri. Ma di cellulare. Sulla prima pagina di Libero, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro,  questa mattina si legge "Discrezione Zero: Santoro dà il cellulare del Cavaliere. Questo è il suo...". Un vero e proprio attacco-vendetta a Santoro, con la pubblicazione in prima pagina e a caratteri cubitali del suo numero di cellulare.

Vendetta è stata fatta dunque dopo la diretta di giovedì 20 gennaio quando, l'inviato di Annozero, Sandro Ruotolo ha intervistato la escort Nadia Macrì. Ruotolo ha poi portato in studio l'agendina della bolognese con il numero di telefono di Berlusconi, nascondendo le ultime tre cifre con un dito. Ma gli ultimi tre numeri erano già ricavabili dal dossier spedito dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni a procedere dalla Camera. Addizionandoli agli altri mostrati da Annozero si è ricavato tranquillamente il numero di Berlusconi.

Libero ammonisce: "Nella puntata di Annozero andata in onda giovedì, si sono nascosti dietro un trucchetto. Hanno coperto le tre cifre finali. Le quali, però, si possono ampiamente ricostruire. Così da due giorni grazie al tam tam dei blog che hanno risolto il facile enigma" - prosegue il quotidiano - "migliaia di persone hanno telefonato al premier intasandogli la linea. Chi ci ha provato riferisce che prima rispondeva una voce di donna, poi un segnale fisso di occupato".

Il giornale berlusconiano continua a tuonare come un temporale, ed al sermone precedente aggiunge l'ultimo ennesimo attacco a Michele Santoro ed al suo Annozero: "Ecco il suo numero. Non lo hanno intercettato né indagato. Però potrà provare lo stesso il brivido del contatto diretto con il pubblico. Potrà seguire lo stesso consiglio che dispensa lui al premier: 'C'è poco da commentare ci sono tante compagnie telefoniche, se il premier è preoccupato cambi numero'. Se non gradirà, potrà anch'egli affidarsi a un nuovo gestore o chiedere una nuova Sim". Povera Italia.

Gennaro Marco Duello
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Io non capisco le ultime due parole di tutto il testo. Perché anche questa volta, "POVERA ITALIA"?

Lo sappiamo che in quanto ad efficenza delle pubblica amministrazione, giustizia e onestà media dei cittadini verso gli altri siamo messi molto vicini all'allegorico "Paese delle Banane", ma questa volta no!
Dai su per piacere, questa volta "POVERA ITALIA" no... cosa l'avrebbe resa povera della vicenda in sé stessa?

Tralasciando in discorso da cui è scaturito  l'articolo, storie di escort, prostitute e le solite stupidate che distraggono la stampa nazionale sono schifezze e fino a lì ci siamo, ma nella fattispece dell'articolo non ravviso alcuna situazione che faccia pensare a una "POVERA ITALIA".

Leggo che il solito conduttore un po' troppo poco corretto (e assai tendenzioso, anche se lui si prende ad esempio quale giornalista "libero") ha spifferato ai quattroventi il numero di cellulare di una persona (premier o cittadino non conta), sicuro dell'impunità in quanto giornalista. Se fossimo stati io o un cittadino "qualunque", ci avrebbe bastonato la magistratura. Ma Santoro no, lui può.

E dall'altra che abbiamo? Che "Libero", un quotidiano, decide a sua volta di "pareggiare i conti" pubblicando il numero di telefono dello scorretto conduttore. Che c'è che rende povero il paese?
Da una parte un atteggiamento scorretto, dall'altra una risposta che seppur in linea di principio scorretta essendo uguale all'azione del primo, in realtà non lo è perché semplicemente pareggia i conti.

Si ritorna in una situazione di equilibrio quindi.

Questo ci rende un grande paese. Altro che "POVERO", caro Marco Duello. 

E i cittadini comuni, la "gente normale" questa cosa la percepisce appieno... e per questo si ride di Santoro, Grillo e Travaglio che parlano di una "informazione inesistente" perché fino a prova contraria su siti web, radio, tv e giornali chiunque dice e scrive ciò che ritiene più opportuno... e pubblica anche ciò che ritiene più opportuno... spesso come in questo caso con gravissime mancanze di giudizio, ma lo fa e continua a farlo...

e allora? Dov'è questo "bavaglio dell'informazione".... non è forse che a qualcuno non piace che l'avversario possa essere letto esattamente come è letto lui?

Il bavaglio dell'informazione è forse la mancanza del proprio potere su tutti i mezzi di comunicazione?

Forse...

per il resto ormai tutto è bloccato sulla signorina Ruby Rubacuori e sulla ricerca delle sue foto da mettere in prima pagina (vero nome di Ruby è, tra l'altro, Karima, quasi mai usato da stampa e giornalisti)... le foto sexy di Ruby, i sederi delle "signorine del premier" (prostitute e escot di Berlusoni?)... le dichiarazioni di Nadia Macrì e le sue foto sexy con lei seminuda (la ricerca delle foto da mettere in prima pagina è diventato il filo conduttore.

E poi abbiamo anche la difesa con video-messaggio del Cavaliere, il contrattacco di Nicole Minetti, il condominio a luci rosse dove Macrì, Ruby e le altre vivevano "contendendosi gli appartamenti più grandi" (come qualcuna di loro ha dichiarato).

Questi sono gli argomenti del giorno. Perché così è deciso da loro. Da chi pubblica.

Loro decidono che il trafiletto di cultura non vende ma vende il sedere della Ruby. 

Non è un bavaglio, sono libere scelte commerciali.

E noi cosa possiamo fare? Non comprare i giornali che scelgono queste linee editoriali... ma per il resto, signori miei, parlare di "bavaglio" o di limitazione della libertà di stampa mi sembra quantomeno, ad oggi, ridicolo...

così le penso, voi la penserete sicuramente in maniera diversa.


Voi potrete anche pensarla in maniera diversa dalla mia, ma io darei la vita, perché voi possiate esprimere la vostra opinione.

Questa è la libertà, scegliere, sempre, chi siamo e chi vogliamo essere.

Buon week end, 
Luca Zecca


p.s. avrei potuto scegliere un'immagine sexy per il post, sapete anche in internet grazie a "google immagini" è possibile far aumentare le visite. Mi bastava pubblicare una foto sexy dandole un nome accattivante e "bum" le visite aumentavano; siccome io ho un'altra "linea editoriale", credo che la sobrietà sia di casa e stia sempre bene con post culturali. Culi e tette, lasciamoli per altri argomenti. Buona giornata.
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