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domenica 30 gennaio 2011

Scrivere in google "trombare la gnocca" e premere "mi sento fortunato" per vedere cosa succede e morire dal ridere....

Buongiorno,
consiglio a tutti coloro che si vogliono fare due risate di scrivere in google

"trombare la gnocca"

e poi di preme "mi sento fortunato".

La pagina che uscirà vi regalerà di sicuro qualche sorriso.

Buona serata,
Luca Zecca

lunedì 24 gennaio 2011

Possiamo pretendere che chi ha privilegi decida di toglierseli? Che i politici si tolgano gli stipendi e i ricchi si tassino per il bene comune... Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 3,22-30

Buonasera,
dicono le scritture:
" Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni».
Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana?
Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;
se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi.
Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa.
In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno;
ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «E' posseduto da uno spirito immondo»." (un grazie a Vangelo del Giorno)


Allo stesso modo in cui satana non scaccia satana, possiamo pretendere che chi ha privilegi egoistici se li tolga? Che i politici emanino leggi contro loro stessi e chi come loro?

No, mai... o iniziamo a capire che dobbiamo fidarci di quei politici che sono tra la gente, che dalla gente arrivano e che per la gente lavorano, oppure se andremo avanti a votare partiti che scelgono trai loro ranghi affaristi il futuro sarà sempre tenebroso...

a voi poi scegliere chi votare!

Io la mia scelta l'ho fatta da un po' e non me ne pento, ritengo che il mio partito non difenda miei interessi egoistici ma miei interessi "giusti". Se per giusto intendiamo qualcosa che naturalmente in un mondo altrettanto "giusto" bisognerebbe avere senza combattere per appropiarsene.

Vivere la nostra quotidianità aspettando che qualcosa cambi da solo è inutile... la speranza è si molto forte se si accompagna ad azioni concrete, Gesù ci insegna questo. 

Gesù passò ritirato nel deserto 40 giorni ma poi andrò tra la gente che amava per aiutarla e predicare. 

Noi cosa facciamo? Vogliamo passare quaranta giorni in meditazione o tutta la vita perché è la strada più semplice, più percorribile?

A voi la scelta, ma prima di Dio, già la storia ci giudicherà. E il giudizio della storia, storicamente (consentitemi il gioco di parole), è assai severo verso le nazioni che hanno passivamente subito gli eventi.

Buona serata,
Luca Zecca

domenica 23 gennaio 2011

Morire con la divisa non significa essere per forza eroi? Ma allora morire vescovi non significa andare in paradiso per forza...

Buonasera,

Sintetizzandon e il discorso, il Vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, dice che se si muore con la divisa, automaticamente non si è eroi.

Io dico, giustissimo, ma allora possiamo anche dire che morire da vescovi non significa andare in paradiso.
E' infatti così sicuro che "il principale" usi lo stesso metro di giudizio usato in terra?

Credo alla fine che tutto questo discorso è davvero futile e un vescovo stesso non dovrebbe aprirlo... perché eroe è colui che consapevolmente sceglie di affrontare la paura, anche a costo della vita, per un bene più alto.
Tutti avremmo paura di sentire le pallottole che ci sibilano a fianco dell'orecchio, ma eroe è colui che comunque si lancia in corsa per salvare il compagno in difficoltà. 

La tv di giorno? Uno schifo... se vuoi vedere programmi e film culturalmente interessanti, devi aspettare le 20.00...

Buonasera,
non sono mai stato un accusatore a spada tratta della tv, ma ormai ammetto che è diventata un'indecenza.

Quasi non si parla dell'alpino Luca Sanna morto in Afghanistan. Il vescovo arriva a dire che non è eroe per forza chi muore con una divisa da soldato. Giustissimo, eroe è chi fa qualcosa affrontando la paura, a rischio della vita, per un bene superiore.

Ma i giornali ne parlano? No, troppo indaffarati con i sexy festini di Arcore. 
I telegiornali? No, troppo impegnati sull'argomento di cui sopra, e a parlare di gossip e cavolate varie.

Magari dare spunti seri di riflessione alle persone non è una soddisfazione più grande che vendere qualche copia in più con "culi e tette".

sabato 22 gennaio 2011

Questo post lo dedico al mio Amore...

Amore,
senza formalià, "buon giorno" o altri tipi di "apertura" che uso nei miei post normali, questo lo dedico a te.

Ma non come potrei fare, dicendoti quanto ti "amo", che tu sei stata la mia prima ragazza e voglio passare tutta la mia vita con te.

Non voglio dedicartelo postandoti immagini d'amore e poesie... scrivendoti "cucciola sei fantastica" o altro...

no, questa volta voglio dedicarti questo messaggio regarandotene lo spazio, pubblicando un paio dei tuoi bellissimi disegni, così che tutti i lettori possano vederli... sei fantastica piccola, non cambiare mai! :-* :-* :-*


t amoooooooooooo,
tuo,
Luca

Italia senza libertà di stampa e dove nessuno può dire e fare ciò che meglio crede? Naaaa

Buongiorno,







"
Annozero: la rivincita di Libero, pubblicato il numero di Santoro
"Discrezione Zero: Santoro dà il cellulare del Cav. Questo è il suo..." così titola Libero questa mattina. Vendicato il premier.
articolo del 22 gennaio 11


E' diventata la guerra dei numeri. Ma di cellulare. Sulla prima pagina di Libero, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro,  questa mattina si legge "Discrezione Zero: Santoro dà il cellulare del Cavaliere. Questo è il suo...". Un vero e proprio attacco-vendetta a Santoro, con la pubblicazione in prima pagina e a caratteri cubitali del suo numero di cellulare.

Vendetta è stata fatta dunque dopo la diretta di giovedì 20 gennaio quando, l'inviato di Annozero, Sandro Ruotolo ha intervistato la escort Nadia Macrì. Ruotolo ha poi portato in studio l'agendina della bolognese con il numero di telefono di Berlusconi, nascondendo le ultime tre cifre con un dito. Ma gli ultimi tre numeri erano già ricavabili dal dossier spedito dalla Procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni a procedere dalla Camera. Addizionandoli agli altri mostrati da Annozero si è ricavato tranquillamente il numero di Berlusconi.

Libero ammonisce: "Nella puntata di Annozero andata in onda giovedì, si sono nascosti dietro un trucchetto. Hanno coperto le tre cifre finali. Le quali, però, si possono ampiamente ricostruire. Così da due giorni grazie al tam tam dei blog che hanno risolto il facile enigma" - prosegue il quotidiano - "migliaia di persone hanno telefonato al premier intasandogli la linea. Chi ci ha provato riferisce che prima rispondeva una voce di donna, poi un segnale fisso di occupato".

Il giornale berlusconiano continua a tuonare come un temporale, ed al sermone precedente aggiunge l'ultimo ennesimo attacco a Michele Santoro ed al suo Annozero: "Ecco il suo numero. Non lo hanno intercettato né indagato. Però potrà provare lo stesso il brivido del contatto diretto con il pubblico. Potrà seguire lo stesso consiglio che dispensa lui al premier: 'C'è poco da commentare ci sono tante compagnie telefoniche, se il premier è preoccupato cambi numero'. Se non gradirà, potrà anch'egli affidarsi a un nuovo gestore o chiedere una nuova Sim". Povera Italia.

Gennaro Marco Duello
"

Io non capisco le ultime due parole di tutto il testo. Perché anche questa volta, "POVERA ITALIA"?

Lo sappiamo che in quanto ad efficenza delle pubblica amministrazione, giustizia e onestà media dei cittadini verso gli altri siamo messi molto vicini all'allegorico "Paese delle Banane", ma questa volta no!
Dai su per piacere, questa volta "POVERA ITALIA" no... cosa l'avrebbe resa povera della vicenda in sé stessa?

Tralasciando in discorso da cui è scaturito  l'articolo, storie di escort, prostitute e le solite stupidate che distraggono la stampa nazionale sono schifezze e fino a lì ci siamo, ma nella fattispece dell'articolo non ravviso alcuna situazione che faccia pensare a una "POVERA ITALIA".

Leggo che il solito conduttore un po' troppo poco corretto (e assai tendenzioso, anche se lui si prende ad esempio quale giornalista "libero") ha spifferato ai quattroventi il numero di cellulare di una persona (premier o cittadino non conta), sicuro dell'impunità in quanto giornalista. Se fossimo stati io o un cittadino "qualunque", ci avrebbe bastonato la magistratura. Ma Santoro no, lui può.

E dall'altra che abbiamo? Che "Libero", un quotidiano, decide a sua volta di "pareggiare i conti" pubblicando il numero di telefono dello scorretto conduttore. Che c'è che rende povero il paese?

domenica 9 gennaio 2011

Ultimatum alla terra... sveglia gente!

Buonasera,
una teoria che condivido descrive come alla fin fine l'uomo può sì influenzare il pianeta, ma sicuramente non distruggerlo.... come tante formichine su una montagnetta di terra ci muoviamo a destra e sinistra, costruendo dighe, centrali, discariche e grattaceli; modificando ciò che ci sta attorno come più ci piace e senza curarci troppo delle conseguenze. Ammettiamo che in Africa migliaia di bambini muoiano di fame perché le terre produttive, al posto di essere coltivate per mantenere la popolazione, sono usate per piantare cotone, cacao e caffè. Ammettiamo che la Foresta Vergine venga tagliata giornalmente, che i mari vengano inquinati, i pesci indiscriminatamente pescati, le balene uccise, le foche trucidate, i cani ammassati in gabbie, le galline allevate in gabbiette e spremute come uva, la mucche alimentate con farine "animali", i maiali "impilati" l'uno sopra l'altro, le aragoste fino a poco tempo fa bollite vive, i fiumi incanalati, le montagne trivellate, le pianure essiccate dall'iperfertilizzazione, gli uomini più umili umiliati e massacrati con lavori che li umilino ancora di più e via continuando con una macchinazione di questa società "moderna" che ci porterà tutti a una conseguenza inevitabile. Il collasso.


Ma quale sarà la conseguenza? Riallacciandomi alla teoria iniziale per tale corrente di pensiero noi saremo distrutti dalla terra stessa. Ella ci scrollerà di dosso come un cane quando si sbatte per asciugarsi. Avete in mente la classica immagine del cane Beethoven nel letto? Ecco, il tutto meno bavoso, ma molto più drammatico. E poi?


E poi la terra continuerà a vivere per altri milioni di anni come ha sempre fatto. Di noi nemmeno il ricordo.


D'altronde, la prima cosa che mi è stata insegnata dei parassiti è che essi sono "bravi" quando vivono facendo vivere chi li ospita; se invece lo uccidono, il tutto va a loro sfavore, morendo anch'essi di conseguenza.


Noi, purtroppo, non siamo più dei bravi parassiti. Stiamo uccidendo questa terra e i suoi figli con la stessa arroganza con cui i saggi fecero crocifiggere Nostro Signore.


Abbiamo una capacità (non come singoli, ma come specie) di uccidere ciò che ci da la vita che è orribilmente fantastica.


E non solo ci rendiamo benissimo conto di ciò che accade, abbiamo l'aggravante che non facciamo niente.


Tutti presi dal lavoro, dallo studio e dai nostri affari.... quando la terra inizierà a scrollarci poi cosa faremo?




Dall'altra infatti, come teorie "ecologiche", ci sono coloro che credono che porteremo il pianeta sul baratro... no, lo porteremo a eliminarci, ma sul baratro non ci finirà. Speci ben più semplici di noi si adatteranno a qualunque mondo creeremo. E lo stesso mondo che con la nostra stoltezza creeremo (sia esso un mondo semi desertico o sepolto sotto la neve di una nuova era glaciale) sarà la casa di nuove specie, oltre ad essere la nostra tomba.


Non vogliamo capire che se da un lato i mutamenti climatici sono naturalmente inevitabili (le ere e i climi si alternano come le stagioni e così dopo periodi secchi arrivano periodi umidi e periodi glaciali) vero è che accelerare il tutto non gioca a nostro favore.


Terremoti, maremoti, piogge acide e uragani sono solo quattro fenomeni che rischiano di distruggere interi paesi come castelli di carte spazzati dal vento e portati lontano.




Gli uccelli che piovono dal cielo e i pesci che saltano fuori dai fiumi, stecchiti, non sono niente di rassicurante. Chi ci assicura che per l'ennesima volta i governi non ci racconteranno un sacco di frottole?


Dovremo ancora aspettare Wikileaks per sapere cosa li ha uccisi?


Già mi immagino i titoli dei giornali "Nuove rivelazioni da Wikileaks: Ecco perché piovono uccelli e muoiono pesci" oppure "Assange: Su wikileaks i dossier ambientali dei governi. Gli uccelli morivano per l'inquinamento atmosferico degli aerei e i pesci per gli agenti inquinanti rilasciati dalle industrie".


Moriremo, questo è inevitabile. Tutti. Belli, brutti, ricchi, poveri, alti, bassi, intelligenti, stupidi, ignoranti e facoltosi. Tutti.


Ma perché morire sapendo di essere noi la causa dei tumori che prendiamo, delle allergie che ci tormentano e delle dermatiti che non ci fanno dormire.


Perché l'inevitabile voglia di mantenere una vita chiaramente insostenibile da un punto di vista ambientale ci porta a ucciderci?


Forse gli alieni non esistono... forse effettivamente in un universo così grande non esistono altre forme di vita. Io non credo, mi sembra improbabile che non esistano almeno un paio di pianeti come il nostro.


Forse dunque un ultimatum al genere umano non arriverà da una razza aliena, né da un rappresentante di più civiltà aliene, ma sicuramente l'ultimatum arriverà dal nostro pianeta stesso. Ci ha lasciati crescere, ci ha ospitati. Se credete come me nulla è successo per caso e Dio Padre ha fatto in modo che fosse bello e ospitale per noi. Se non credete siamo dunque stati fortunati che nei giochi casuali del fato un pianeta così adatto alla vita ci è capitato sotto i piedi (che forse prima erano pinne o zoccoli, ormai, chissà, cosa eravamo nei giochi fanta-evolutivi). Sta di fatto che sarebbe davvero un peccato perderlo.


Combattiamo e litighiamo per un posto al cinema, sul pullman o per un parcheggio, MA SARA' MAI POSSIBILE CHE NON RIUSCIAMO A COMBATTERE PER IL PIANETA PIU' BELLO E OSPITALE DELLA VIA LATTEA???


Possibile che per inutili beni superflui lasciamo che venga distrutto e ferito giorno dopo giorno...


"LA TERRA NON L'ABBIAMO AVUTA IN EREDITA', MA L'ABBIAMO AVUTA IN PRESTITO DAI NOSTRI FIGLI" (proverbio dei nativi americani).


LA TERRA PIU' IN GENERALE "NON E' NOSTRA" (Klaatu nel film "Ultimatum alla Terra" risponde al Segretario di Stato USA che gli ha chiesto "Cosa è venuto a fare sul Nostro pianeta" dicendole "Perché il pianeta è vostro? No, il pianeta non è vostro).


E se lo vogliamo capire bene. Ma capire e poi non agire vuol dire essere come la roccia, dove il seme mette presto le radici ma non avendo terra secca nell'inoperosità senza mettere frutto; se vogliamo fare bene, dobbiamo sì comprenderlo, ma anche lottare nel quotidiano, nel nostro piccolo affinché questo pianeta continui a potersi dire CASA.


Boicottare i prodotti nocivi, anche usare "atti forti" contro le multinazionali che uccidono e inquinano depredando popoli e terre. Nazioni e animali. Fiumi e mari. Montagne e pianure.


A loro non interessa di noi, del pianeta o della natura. Solo del loro maledetto profitto e dei loro sporchi danari.


Dobbiamo avere la forza di reagire. Per rispetto nei confronti dei nostri antenati, per amore dei nostri figli e di chi verrà. Per amore della Terra che ci da così tanto e per amore in Dio che ce l'ha affidata.


Mettiamoci il nostro impegno e arriveremo all'ultimatum a testa alta, potendoci dire "ABITANTI" non la "A" maiuscola del pianeta.


Oppure, miseria e morte non ci daranno tregua. Purtroppo.




Sono sempre Luca Zecca, voce libera e indipendente.


Buona domenica sera amici miei che mi leggete, cordialmente,
Luca Zecca



p.s. Klaatu, Barada, Nikto!

martedì 4 gennaio 2011

E con il calendario di Sara Scazzi ci siamo avvicinati un poco di più al fondo...

Buonasera,
è di oggi la notizia che il fratello di Sara, e qui non ne riporto il nome perché deve capire che se vuole soldi deve andare a lavorare, non lucrare sul ricordo di sua sorella e sulla notorietà che la triste storia le ha e gli ha dato, ha fatto un calendario. Vada a fare il muratore, l'imbianchino, l'idraulico o il carpentiere, ma la smetta di mostrarci il suo ingordo viso con lo sguardo perso nel mondo dei tronisti in tv... ne facciamo a meno. Ne faccio a meno. E credo che anche quest'Italia tormentata da mille problemi ne faccia a meno.

Perché il calendario non l'ha fatto con le sue foto (qualcuno griderà "pericolo scampato"... ma ciò che ha fatto non è stato di più buon gusto), ma bensì con quelle della povera Sara che come chi è senza colpa si è legato alla notorietà televisiva non trova pace nella tomba.

Questo grazie a studio aperto, ai plastici di porta a porta e ai giornalisti tutti... un risalto insensato. Il giornalista dovrebbe limitarsi a riportare la notizia, non a crearla.

Non deve simulare un incidente per raccontarlo. L'incidente non c'è, si scriverà di come i bambini sono arrivati a scuola felici senza incidenti, di come il governo lavora bene o di come il tempo faccia freddo in inverno (senza mostrarlo come una cosa insolita e catastrofica, oltreché, imprevista).

Basta, basta e basta... quest'Italia fatta di gente che la mattina si alza presto per andare a lavorare e la sera non vede l'ora di tornare a casa a riabbracciare i suoi cari è stufa di questi pettegolezzi, di queste storielle... lasciate in pace i morti. Lasciate ancor più in pace i vivi.

Buona serata, sempre al vostro fianco per raccontare la vera verità, dal punto di vista dei più, e non dal punto di vista dei "pochi eletti" (da chi?); infermabile,
Luca Zecca

p.s. apposta non ho messo né una foto del Calendario di Sara Scazzi, né del fratello di Sara (che continuo a non nominare perché non merità menzione), né del tronista che l'ha co-presentato perché lui né merita ancora di meno di attenzione. Meglio forse, l'immagine che ho scelto, che rende di più l'idea. 

Sempre liberi. A presto.