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lunedì 31 maggio 2010

Le vongole e compagnia bella bloccate dalla UE... e ci riallacciamo al discorso degli altri giorni...

Buonaserata,
ma volete rendervi conto pescatori che se distruggete il cibo di cui si nutrono gli animali più grandi perdete un ecosistema? Se sti benedetti molluschi vengono pescati in quantità tali da non garantire la sopravvivenza dei pesci più grandi non sono solo i pesci a morire, ma voi stessi e la vostra economia!

Le nostre tavole non piangeranno le telline quanto piangerebbero le vostre tasche se la catena alimentare venisse irreparabilmente destabilizzata e portata all'orlo del collasso.

Vi lamentate che la vostra economia sarà distrutta; ma se distruggete tutte le speci di pesci comunque non sarà distrutta la vostra economia??? Ringraziate l'UE che con questa mossa preserva la pesca dei pesci più grandi e comunque vi da un'attività economica in cui cimentarvi. Se infatti perdeste tutto, alla fine cosa pescereste, sassi???

Sì è vero, per altri dieci anni avreste pescato beati, e poi? Non sareste comunque giunti al dunque???

E' intollerabile come tutti vogliano sempre e comunque l'uovo senza pensare mai alla gallina. Prima che il vostro interlocutore vi ponga la domanda "Preferite l'uovo oggi o la gallina domani" voi l'uovo ve lo siete cotto, mangiato e digerito... ingordi!!!! Bulimici!!! La vostra fame non sarà mai sazia... voi peschereste tutto il pescabile fregandovene di chi dovrà divenire dopo di voi... altro che il "futuro dei nostri figli", il futuro dei vostri portafogli, solo a quello pensate...

E poi sono già stufo dopo un giorno degli articoli come quello che vi sto per postare in cui si raccolgono solo le tesi e le argomentazioni dell'accusa, e non quelle della UE. Ma sta gente, se ha varato tale provvedimento, avrà beh avuto delle ragioni. O l'ha fatto per un calo di pressione al cervello? Poniamoci magari qualche domanda in più, e con le risposte che otterremo, potremmo anche giungere alla verità...

da Agenzia DIRE all'indirizzo " www.dire.it " :

"
Ancora una tradizione culinaria oscurata dai regolamenti europei " (già dal titolo si capisce che a nessuno interessa dei motivi per cui l'UE è giunta a tale regolamento)

" Domani entrano in vigore le nuove norme comunitarie in tema di pesca: per tutti il punto di riferimento sarà il ‘Regolamento Mediterraneo’, dettato dalla Commissione europea. Il testo rivede le dimensioni degli animali da pescare e le distanze dalla costa entro cui praticare l’attività di prelievo ittico. In base alla nuove disposizioni non potranno più essere pescati animali di piccole dimensioni come i molluschi: rischiano quindi di sparire dalla tavola calamaretti, vongole, telline.

I pescatori da domani dovranno stare attenti a dove butteranno le reti: le potranno gettare a non meno di 1,5 miglia dalla terraferma per quelle usate sotto costa, mentre le draghe usate per la cattura dei bivalvi (telline e cannolicchi) non potranno essere gettate prima di 0,3 miglia.

COLDIRETTI: “A RISCHIO UN MILIONE DI PIATTI” - “Lo stop alle telline mette a rischio oltre un milione di piatti, dagli spaghetti alle zuppe, serviti ogni anno con il gustoso mollusco nelle case e nei ristoranti soprattutto nel Lazio ma anche in Puglia, Campania ed in altre regioni”. Lo stima la Coldiretti in riferimento all’entrata in vigore del Regolamento comunitario Mediterraneo che introduce nuove norme in tema di pesca. Nuove norme che, avverte l’associazione agricola, “di fatto rischiano di far sparire dalle tavole degli italiani le telline, tutelate e festeggiate con sagre nel litorale romano, ma anche i cannolicchi ed altri pesci”. Per l’organizzazione è quindi “importante l’avvio della procedura comunitaria per la richiesta di una deroga per salvare una tradizione gastronomica nazionale molto radicata, evitare gravi perdite economiche ai circa 1.000 pescherecci coinvolti dove trovano possibilità di lavoro circa tremila persone, per i quali vanno individuate misure adeguate”. Inoltre, allerta la Coldiretti, le nuove norme “riducendo la produzione nazionale rischiano di aggravare la già pesante dipendenza italiana dall’estero da dove arriva ogni anno circa il 60% del pesce consumato a livello nazionale”. "


Pensiamo tutti al gusto che perdiamo in tavola (come quando si ostinavano a far bollire vive quelle povere Aragoste, che ogni giorno speravo si mettessero a bollire e mangiare i cuochi) e non al bene della natura, dell'ecosistema e delle povere bestie che ci circondano e devono sopportare la presenza di una razza tanto autodistruttiva e cattiva nei confronti di tutto e tutti.

Buona serata,

Luca Zecca
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